
Sul consumo di sigarette alla canapa light, in vendita in Svizzera dallo scorso luglio ad eccezione del Ticino (dove serve una speciale autorizzazione per le persone fisiche), vige ancora molta incertezza. La questione sta facendo infatti affiorare alcune lacune normative: è possibile mettersi alla guida dopo aver consumato prodotti che contengono meno dell'1% di THC?
L'Ufficio federale della sanità pubblica lo ha sconsigliato lo scorso febbraio. Un consiglio che viene soprattutto seguito dalle aziende dei trasporti pubblici. Stando a un'indagine condotta dalla Bernerzeitung, molte aziende stanno correndo ai ripari, prendendo provvedimenti.
Bern Mobil ha per esempio vietato ai propri dipendenti il consumo di sigarette alla canapa light durante l'orario di lavoro. Stessa cosa vale anche presso RBS, mentre le FFS le hanno bandite in determinate mansioni legate alla sicurezza. BLS e Autopostale non hanno invece ancora chiare regole, ma affermano di seguire con attenzione la situazione.
Sul fronte dell'ordine pubblico la zona è invece ancora grigia. La polizia cantonale bernese sta infatti valutando come affrontare la questione. In teoria però, in assenza di nuove prescrizioni, un'agente può fumare in servizio una sigaretta alla canapa light, per poi trovarsi nella situazione di fermare un'autista inabile alla guida, per aver consumato lo stesso prodotto.
Anche il regolamento della polizia solettese non ha chiare regole al riguardo. Si tratta di un prodotto "che non infrange la legge sugli stupefacenti e viene legalmente venduto" sottolinea dal canto suo il portavoce Bruno Gribi al 20 Minuten. "Come le normali sigarette".
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