
Oltre 200 detenuti sono attualmente sottoposti in Svizzera a misure d'internamento di durata indeterminata: lo ha indicato oggi a Losanna un gruppo di attivisti per i diritti umani, denunciando questa pratica carceraria "inaccettabile" e "inefficace". Come Skander Vogt, il detenuto deceduto il 12 marzo nell'incendio della sua cella a Bochuz (VD), altri prigionieri condannati inizialmente a pochi mesi di detenzione sono collocati in cella d'isolamento, per una durata non definita. L'internamento è spesso impiegato come una sanzione nei riguardi di detenuti in preda a importanti turbe psichiche, che non beneficiano di un'assistenza psicologica sufficiente, ha sottolineato l'ex consigliera nazionale vodese Anne-Catherine Menétrey, membro del collettivo. La Commissione nazionale per la prevenzione della tortura - ha annunciato il collettivo - esaminerà prossimamente la questione e riunirà i dati relativi alla detenzione e alla salute psichica degli internati. ATS
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