
Il Tribunale cantonale giurassiano dovrà nuovamente esprimersi sul caso di un 34enne richiedente d’asilo algerino cui la Sezione della popolazione aveva vietato di entrare nel territorio cantonale per due anni a causa delle 15 condanne penali a suo carico.
L’uomo era arrivato in Svizzera nel 2008 e aveva depositato una domanda d’asilo alle autorità bernesi, che avevano deciso per una non entrata in materia. L’11 marzo 2008 la SEM aveva disposto il suoi rinvio dalla Svizzera ma l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce, risiedendovi illegalmente nei 9 anni successivi.
Tra il 2008 e il 2016 è stato condannato penalmente 15 volte in diversi Cantoni svizzeri. Nel Canton Giura ha collezionato 5 condanne penali (culminate in pene detentive che variavano da un periodo di 30 giorni fino a sei mesi) per infrazioni alla Legge federale sugli stupefacenti e alla Legge federale sugli stranieri. Nel 2014 aveva iniziato una relazione con una cittadina svizzera domiciliata nel Canton Giura, madre di due bambini e due anno dopo la Sezione della popolazione giurassiana agli aveva intimato il divieto di entrata sul territorio cantonale.
L’uomo ha presentato diversi ricorsi fino ad arrivare al Tribunale cantonale, che ha nuovamente respinto ogni gravame il 17 agosto 2016. Il 34ene algerino ha così presentato un ricorso in materia di diritto pubblico e un ricorso costituzionale sussidiario al Tribunale federale chiedendo l’annullamento della sentenza del Tribuna le cantonale giurassiano, invocando una violazione del diritto di essere sentito (la sentenza gli era stata notificata in ritardo, concedendogli solo 5 giorni per inoltrare eventuali osservazioni).
I giudici di Mon Repos hanno dichiarato irricevibile il ricorso costituzionale sussidiario e accolto invece il ricorso in materia di diritto pubblico, riconoscendo una violazione del diritto di essere sentito. La sentenza del Tribunale cantonale giuriassiano del 17 agosto 2016 è stata così annullata e la corte dovrà esprimersi nuovamente in merito.
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