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Svizzera
“In Svizzera i casi di variante sono 388”
Secondo Virginie Masserey la situazione è ancora preccupante anche se la “leggera diminuzione è ottimistica”. In Svizzera fino ad oggi effettuate 110mila vaccinazioni

Sono 388 i casi della nuova mutazione del virus registrati in Svizzera, 243 del ceppo britannico e 13 di quello sudafricano. Lo hanno svelato i tecnici della Confederazione durante la consueta conferenza stampa da Berna. La percentuale di positività è raddoppiata in una settimana e in 4 Cantoni il valore Rt è superiore a 1, mentre la media svizzera si situa al 0.82.

“Situazione ancora preoccupante”
“La leggera diminuzione del numero di casi è ottimistica”, ha detto Virginie Masserey responsabile della Divisione malattie infettive dell’Ufsp, “ma la situazione è ancora preoccupante”. “In 4 cantoni il valore R è ancora superiore a 1, nei restanti cantoni è leggermente diminuito. Le unità di terapia intensiva sono occupate fino al 73%, ha sottolineato Masserey.

“Varianti più contagiose”
Poiché il virus britannico è da 50 a 70 volte più contagioso, è importante eseguire un maggior numero di analisi di laboratorio per determinare la natura e adottare rapidamente misure restrittive spezzando in questo modo le catene di riproduzione. Si tratta, insomma, di guadagnare tempo anche per proseguire con le vaccinazioni sui soggetti a rischio, evitando così ulteriori infezioni e ricoveri.

“110mila vaccinazioni in Svizzera”
Per quanto riguarda i vaccini, Nora Kronig, vicedirettrice della Divisione affari internazionali dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha spiegato che “alla Pfizer si è verificato un rallentamento della produzione, quindi la consegna è stata leggermente inferiore rispetto le previsioni”. “Nei Cantoni – ha aggiunto – sono state effettuate 110’000 vaccinazioni”.

“Quarantene di massa e più test”
Rudolf Hauri, presidente dell’Associazione dei medici cantonali, ha affermato che le cifre relative alle vaccinazioni nei cantoni si aggiusteranno nei prossimi giorni. “I Cantoni – ha sottolineato – non devono perdere di vista la strategia di vaccinazione decisa dalla Confederazione”. “Purtroppo, è già oggi chiaro che i virus mutati si stanno diffondendo, per questo devono essere imposte quarantene sempre più massicce. La questione dei test di massa estesi e un adeguamento generale della strategia di test è quindi urgente”, spiega Hauri. Hauri ha ringraziato anche la popolazione per aver aderito alle misure durante le vacanze. “È ormai chiaro che la temuta esplosione nel numero di casi che temevamo circa due settimane dopo le vacanze non si è verificata”. “Il futuro dipende tutto da noi”, ha concluso.

Nessun provvedimento a frontiere
Per quanto riguarda ulteriori provvedimenti restrittivi, l’UFSP sta valutando se ridurre gli arrivi da altri Paesi, ma al momento non sono previsti inasprimenti alle frontiere con gli Stati vicini, come chiesto per esempio dal Ticino. Stando a Nora kronig, a livello di Stati Schengen non sono in corso discussioni simili, anche se un Paese è pur sempre libero di chiedere un test negativo a una soggetto che volesse varcare la frontiera.

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