
A partire dal 2012, l'integrazione professionale dei richiedenti asilo si è rafforzata. Gli sforzi collettivi di autorità e datori di lavoro hanno permesso infatti di trovare un impiego a 2'000 rifugiati. Uno degli obbiettivi principali per il 2016 della campagna lanciata a tal proposito quattro anni fa dalla Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA), piattaforma che raggruppa Confederazione, cantoni, città e comuni, è stato dunque centrato. Lo sostiene in un comunicato odierno il suo presidente Guy Morin, consigliere di Stato basilese. La CTA si è accordata con l'Unione svizzera degli imprenditori, l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), altre associazioni professionali e sindacati per fissare 15 punti da raggiungere: nella maggior parte dei casi l'esito è stato positivo. Il segretario di Stato alla migrazione Mario Gattiker ha sottolineato nella nota che i progetti d'integrazione sono più efficaci quando avvengono a livello cantonale e comunale, anche se il dialogo su scala nazionale è necessario per sviluppare campagne d'informazione e sensibilizzazione. In questi quattro anni, l'offerta si è allargata e comprende ora, ad esempio, corsi di lingue orientati verso la pratica - circa 250 organizzati dal 2012 nel settore della costruzione - e punti di contatto per le questioni di discriminazione. Un altro progetto è stato introdotto in settembre in sei cantoni svizzero tedeschi. I rifugiati hanno potuto effettuare uno stage di tre mesi in un'impresa di pulizia, ambito in cui gli impiegati sono per il 95% stranieri, seguendo allo stesso tempo una formazione linguistica e professionale.
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