
Questo pomeriggio, centinaia di persone si sono riunite nel quartiere “Sugus” di Zurigo per una manifestazione di solidarietà contro le disdette di massa ricevute da 105 famiglie che abitano in tre blocchi di case note come “Sugus” (così denominate per il loro colore vivace, come quello delle omonime caramelle), non lontane dalla stazione centrale. La manifestazione segue l'annuncio che tre degli edifici saranno fatti svuotare: il proprietario ha recentemente informato i residenti che dovranno trasferirsi entro la fine di marzo.
Avidità e speculazione edilizia
Gli edifici sono destinati a una ristrutturazione completa, ma i residenti, molti dei quali vivono lì da decenni, sono scioccati e chiedono l'annullamento della misura. Secondo le testate giornalistiche zurighesi, la spiegazione di questa “manovra di sfratto” di massa dipende dalla volontà di rinnovare quasi completamente gli immobili – costruiti circa 30 anni fa – per renderli più sostenibili. La manifestazione, organizzata dagli inquilini sfrattati insieme al Partito Socialista e ai Verdi, ha messo in evidenza l’urgenza di proteggere gli alloggi a prezzi accessibili e contrastare la speculazione immobiliare.
Le voci dei residenti
Le storie personali mostrano l'immensa portata della crisi abitativa: anziani che lamentano il poco tempo concesso per trovare una nuova sistemazione, descrivendo la situazione come un grande dolore personale (alcuni vivono lì da oltre 20 anni), così come come persone con disabilità fisiche che incontrano numerose difficoltà nel trovare un luogo accessibile, senza barriere architettoniche. Ma anche, più “semplicemente”, intere famiglie in difficoltà e bambini che non vogliono lasciare la scuola e gli amici a causa del trasloco.
Un migliaio in piazza
La manifestazione è stata un momento di forte solidarietà tra vicini, che si sono aiutati a vicenda attraverso la presenza in piazza e l'esposizione di striscioni come "Sugus bleibt Heimat" (Sugus rimane la nostra casa). I partecipanti hanno espresso un forte disappunto per la tempistica delle disdette, ricevute poco prima di Natale, chiedendo soluzioni concrete e un approccio più umano alla gestione immobiliare. Attraverso una petizione che ha già raccolto oltre 20.000 firme, i residenti sperano che le disdette vengano ritirate e che prevalga il buon senso.

