In piazza contro la mascherina
Mille persone hanno protestato oggi a Ginevra contro le misure di limitazione della libertà personale volte a contenere la propagazione del coronavirus
di Keystone-ATS
In piazza contro la mascherina
Foto: CdT/Gabriele Putzu

Come nella Svizzera tedesca, anche in Romandia cresce l’opposizione contro le misure di limitazione della libertà personale volte a contenere la propagazione del coronavirus: nel pomeriggio un migliaio di persone si è riunito a Ginevra per protestare.

Diversi oratori si sono succeduti nel corso del pomeriggio su una tribuna allestita ai piedi della della sedia gigante situata nella Place des Nations, di fronte alla sede delle Nazioni Unite, per denunciare l’imposizione della mascherina, i resoconti giornalistici a loro avviso falsi e le misure coercitive adottate dal mondo politico.

Molte le bandiere che sventolavano sopra la folla: quella svizzera, naturalmente, e quelle dei cantoni francofoni, ma anche il tricolore francese, la bandiera americana e quella della Svezia, un paese che non ha limitato la libertà della sua popolazione e non ha imposto l’uso di mascherine per affrontare la pandemia.

Tra i manifestanti, solo una piccolissima minoranza indossava una protezione di bocca e naso. Questo nonostante il fatto che il Movimento svizzero per la libertà dei cittadini, che ha organizzato il raduno, avesse avvertito di aver ricevuto istruzioni dalle autorità sull’obbligo di indossare la mascherina. Alcuni hanno peraltro fatto ricorso all’ironia, indossando una maschera antigas.

I dimostranti hanno scandito regolarmente la parola libertà. Fischi sono stati lanciati all’indirizzo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), situata non molto lontano, rea - agli occhi dei dimostranti - di aver voluto imporre vaccinazioni e medicinali in tutto il mondo e di essere manipolata da chi ha precisi interessi.

Diversi oratori si sono difesi dall’accusa di essere estremisti di destra, cospiratori, razzisti o psicopatici. A loro avviso si tratta solo di mobilitarsi per uscire da una situazione definita sconcertante e per tornare a una vita degna di essere vissuta: dove sia possibile «respirare e muoversi liberamente».

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