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Ginevra
In migliaia manifestano contro il G7, scontri alla stazione e alla sede dell'Onu
Ats
8 ore fa
Il corteo, scortato da un imponente dispiegamento di forze di sicurezza, è partito poco prima delle 15:15 da parco Mon Repos – Incendiata un'auto, mentre alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti contro le forze dell'ordine

Migliaia di manifestanti si sono radunati oggi a Ginevra per protestare contro il vertice del G7, in programma da domani nella vicina Évian-les-Bains (Francia). Il corteo, scortato da un imponente dispiegamento di forze di sicurezza, è partito dal parco Mon Repos poco dopo le 15.00. La manifestazione è poi degenerata nel tardo pomeriggio in scontri tra alcuni gruppi di manifestanti e le forze dell'ordine. Secondo la polizia cantonale, al corteo hanno partecipato circa 20'000 persone, mentre gli organizzatori parlano di 60'000 presenze.

Scontri nella zona della stazione

Nella zona della stazione si sono verificati scontri con la polizia ed è stata incendiata un'auto. Come riportato da un giornalista di Keystone-ATS, alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti, tra cui biciclette, contro le forze dell'ordine. Si sono inoltre udite esplosioni e sono stati segnalati diversi atti di vandalismo, in particolare contro una banca.

Scontri nei pressi dell'ONU

In seguito si sono verificati scontri tra manifestanti e le forze di polizia nei pressi della sede dell'ONU, hanno constatato giornalisti dell'agenzia di stampa France-Presse (Afp).I dimostranti hanno lanciato bottiglie, pietre, pezzi di cemento e petardi contro le forze dell'ordine. Sono stati presi di mira anche diversi edifici, tra cui quelli della società di revisione e consulenza PricewaterhouseCoopers e della sede dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU). La polizia ha risposto con lacrimogeni e idranti. Scene che hanno riportato alla memoria le pesanti devastazioni subite dalla città di Calvino nel 2003 durante le proteste contro il G8, anche allora tenuto nella località sulla riva francese del Lemano.

Manifestazione sciolta attorno alle 19.00

In serata la maggior parte dei manifestanti era rientrata al punto di partenza del corteo, nel parco di Mon Repos e la polizia alle 19.00 ha iniziato a disperdere chi era ancora presente. Gruppi isolati hanno però continuato a muoversi verso il quartiere dell'ONU e gli scontri sono proseguiti. Mentre si sentiva il rumore dei petardi, Françoise Nyffeler della coalizione NO G7 si è mostrata ottimista: «Abbiamo vinto, è stata una manifestazione magnifica», ha dichiarato davanti a qualche centinaio di attivisti. Il collettivo ha lottato per mesi con le autorità per ottenere l'autorizzazione a sfilare. Ha ottenuto di poterlo fare su un percorso che non aveva scelto, ma di cui si è accontentato.

Ristabilito l'ordine

«L'ordine è stato ristabilito», ha indicato in serata a Keystone-ATS il portavoce del Dipartimento cantonale ginevrino delle istituzioni e del digitale (DIN), Laurent Paoliello. Il portavoce ha precisato che diverse centinaia di persone sono in fase di identificazione o in stato di fermo in vista dell'apertura di un procedimento penale, «il che richiederà tutta la notte». «Tutte le misure di sicurezza annunciate sono state messe in atto e hanno funzionato alla perfezione», ha sottolineato Paoliello. La manifestazione si è svolta regolarmente: la libertà di espressione è così stata garantita in una città internazionale.

Le critiche dei collettivi femministi

Una lettura diversa degli eventi arriva dai collettivi romandi dello Sciopero femminista, che hanno partecipato alla mobilitazione. In un comunicato diffuso in serata, le attiviste denunciano un intervento delle forze dell'ordine ritenuto «sproporzionato e arbitrario» al termine di una manifestazione che definiscono inizialmente pacifica. Secondo il movimento, diversi organizzatori e manifestanti sarebbero stati bloccati all'ingresso del parco Mon Repos, mentre la polizia avrebbe fatto ricorso a controlli, intimidazioni e all'uso di gas lacrimogeni. I collettivi parlano di una repressione «completamente sproporzionata» nei confronti di persone che avevano contribuito all'organizzazione del corteo e alla difesa del diritto di manifestare.

Sequestrati numerosi oggetti pericolosi

Nel primo pomeriggio la polizia cantonale ha riferito di aver sequestrato «numerosi oggetti pericolosi, che potrebbero essere utilizzati come armi» nei pressi del percorso della manifestazione. In particolare sono stati confiscati coltelli, bombole di gas, manganelli telescopici, bocce, petardi, maschere protettive e passamontagna. Tra gli articoli pirotecnici rinvenuti, alcuni sono considerati «particolarmente pericolosi, con una combustione ad altissima temperatura e rischi di gravi ustioni».

La protesta organizzata dalla coalizione NO G7

La protesta è stata organizzata dalla coalizione NO G7, che riunisce una sessantina di organizzazioni con rivendicazioni sociali, sindacali, femministe, filopalestinesi, rivoluzionarie, eccetera. Il percorso approvato dalle autorità si limita alla riva destra del lago, risale verso la Place des Nations e torna al punto di partenza. Il raduno dovrà essere sciolto per le 22:30. I manifestanti si battono, tra le altre cose, per la dissoluzione del G7, per la situazione dei civili a Gaza, contro l'uso da parte degli Stati Uniti delle basi militari in Europa per bombardare l'Iran, per l'interruzione delle relazioni commerciali con Israele, per salari minimi più alti, per contraccettivi gratuiti.

Il vertice

Il vertice sarà uno dei primi grandi incontri internazionali da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l'Iran alla fine di febbraio, sconvolgendo gli equilibri del Medio Oriente e ampliando le tensioni transatlantiche. Il G7 riunisce i leader di Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Stati Uniti, insieme ai capi di governo invitati di diversi altri Paesi, tra cui Brasile e India.