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Svizzera
"In fuga dall'ISIS e dal regime", ora potranno restare
"In fuga dall'ISIS e dal regime", ora potranno restare
"In fuga dall'ISIS e dal regime", ora potranno restare
Redazione
8 anni fa
Il Tribunale amministrativo federale ha dato torto alla SEM e concesso l'asilo a una famiglia di rifugiati siriano

Storia a lieto fine per una famiglia siriana composta da 7 persone (madre, padre e 5 figli) cui il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha concesso l’asilo in Svizzera, sconfessando una decisione negativa in tal senso da parte della Segreteria di Stato della migrazione (SEM).

I genitori, di etnia curda, erano fuggiti dalla Siria insieme a due figlie, trovando rifugio in Turchia. Il 9 febbraio 2015 i cinque erano entrati legalmente in Svizzera grazie a dei visti per motivi umanitari e avevano depositato una richiesta di asilo. La decisione, avevano spiegato alle autorità elvetiche, era stata presa in quanto i loro tre figli maschi erano pure fuggiti in Turchia nel febbraio del 2014 per evitare la coscrizione nell’Esercito siriano dopo lo scoppio della guerra civile. Per questo motivo l’intera famiglia sarebbe finita nel mirino sia delle forze governative sia dei miliziani dell’ISIS.

Nonostante ai figli maschi fosse stato concesso l’asilo in Svizzera, la SEM aveva respinto le domande d'asilo del resto della famiglia. Quella dei genitori il 12 febbraio 2016 e quella delle due figlie il 15 dicembre 2015 e, rispettivamente, il 17 maggio 2017.

La vicenda era quindi approdata fino al TAF in tre incarti differenti: uno per ciascuna delle due figlie e uno per i genitori. I giudici federali hanno ribaltato la decisione della SEM ritenendo fondata la richiesta d’asilo presentata dai 5 siriani, tutti patrocinati dal lic. iur. Michael Steiner. Le loro dichiarazioni - e in particolare quella del padre, ex militare, che aveva spiegato di aver perso una nipote in un attentato suicida dell’ISIS e quelle delle figlie, che avevano preso parte a numerose proteste contro il regime - sono state ritenute credibili. “Sulla famiglia – hanno argomento i giudici – grava una minaccia concreta e reale nel caso di un ritorno in Siria”.

La Corte si è espressa in merito il 14 e 16 novembre 2018, accogliendo il ricorso delle figlie, e il 14 gennaio scorso, accogliendo quello dei genitori.

(Sentenze E-734/2016, E-338/2016 e D-3857/2016)

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