
Continuano in Francia le proteste di parte del mondo cattolico contro il divieto che - nel periodo di lockdown - proibisce i raduni e, di conseguenza, anche le messe. Numerose sono state negli ultimi giorni le riunioni di fedeli, anche diverse centinaia, fuori dalle chiese di Parigi, Nantes, Bordeaux e altre città. In alcuni casi, i sacerdoti sono usciti dalle chiese ed hanno celebrato messe o alcune parti della funzione. Il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, ha avvertito che non esiterà ad “inviare poliziotti e gendarmi a fare multe” nel caso di “azioni ripetute” dei cattolici, durante il fine settimana, per la ripresa delle messe.
“La libertà di culto - ha proseguito il ministro - è certamente importante, abbiamo lasciato aperti i luoghi di culto. Ma la vita è più importante di tutto e la vita è lottare contro il coronavirus”. I cattolici hanno previsto diverse manifestazioni, due in particolare a Parigi, davanti alla chiesa di Saint-Sulpice, e a Nantes, dove 500 fedeli si erano riuniti la settimana scorsa.
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