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Svizzera
In estate si litiga di più con i vicini
Thomas Schürch
4 anni fa
A dirlo è l’assicurazione svizzera AXA-ARAG. Le cause più frequenti alla base dei contenziosi sono l’altezza o la distanza delle piante, le emissioni sonore e i progetti di costruzione in atto

Per alcuni il caldo attuale è già di per sé insopportabile. Ma se poi ci si aggiungono i bambini rumorosi dei vicini, le piante che sconfinano nel giardino altrui o dei nuovi progetti edilizi in fase di attuazione, basta poco per perdere la pazienza. “In estate riceviamo il maggior numero di richieste in materia di controversie di vicinato”, afferma Alexandra Pestalozzi, avvocato presso AXA-ARAG, l’assicurazione svizzera leader in materia di protezione giuridica. Se da un lato è vero che durante le vacanze le richieste diminuiscono, dall’altro se ne registra un aumento nel periodo precedente e successivo alle ferie estive rispetto ai mesi invernali.

Il ruolo della pandemia
Tra il 2019 e il 2020 AXA-ARAG ha riscontrato un aumento delle richieste di informazioni relative a controversie con il vicinato pari a un quarto. “In Svizzera la pandemia da coronavirus non è stata la causa diretta di nuovi conflitti tra vicini, tuttavia eventuali elementi di disturbo venivano percepiti in maniera più marcata, visto che il tempo trascorso in casa era aumentato considerevolmente”, prosegue Pestalozzi. Ora la curva sembra essersi stabilizzata a questo livello. Rispetto al 2020, nel 2021 c’è stata una crescita del 5% di tali casi, e una proiezione dell’anno in corso indica che probabilmente si raggiungeranno ben presto i livelli del 2021.

Aumentate quest’anno le opposizioni a progetti di costruzione
Le ragioni dei conflitti sono di varia natura: le cause più frequenti alla base dei contenziosi sono l’altezza o la distanza delle piante, le emissioni sonore e i progetti di costruzione in atto. A quanto pare, quest'anno sono in particolare questi ultimi a preoccupare la popolazione svizzera: nel primo semestre del 2022 AXA-ARAG ha ricevuto oltre un terzo di richieste relative a controversie edilizie in più rispetto allo stesso periodo del 2021. Una possibile spiegazione “potrebbe risiedere nel fatto che a seguito della pandemia si dà maggiore importanza alla propria abitazione. Ciò può aver comportato, da un lato, la realizzazione di nuovi progetti di costruzione e, dall’altro, una maggiore consapevolezza degli effetti negativi di tali progetti, come ad esempio la creazione di zone d’ombra più ampie”.

Consigliata la conciliazione extragiudiziale
Prima di portare i vicini in tribunale per una controversia, nella maggior parte dei casi è consigliabile procedere con una conciliazione extragiudiziale. “I procedimenti giudiziari comportano dei rischi e possono essere molto lunghi e costosi. Inoltre, in molti casi una sentenza giudiziaria non risolve il conflitto”, precisa Pestalozzi. Per questo la specialista raccomanda piuttosto di tentare la via del dialogo, cercando di trovare insieme ai vicini una soluzione consensuale. Qualora non si giunga ad alcun risultato, il consiglio è di ricorrere a un mediatore imparziale. Secondo l’esperta, la convivenza tra vicini è davvero serena se si comunica apertamente mostrandosi tolleranti. “Una regola generale per garantire buoni rapporti: evitate ciò che disturberebbe anche voi”.

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