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Svizzera
In consultazione il secondo contributo di coesione
In consultazione il secondo contributo di coesione
In consultazione il secondo contributo di coesione
Redazione
8 anni fa
Il Consiglio federale conferma di voler versare 1,3 miliardi per i Paesi dell'Est

Il Consiglio federale ha avviato oggi procedura di consultazione su un secondo contributo (dopo quello del 2007) di coesione ai Paesi dell'Est di 1,302 miliardi di franchi. Il benessere a lungo termine della Svizzera dipende da un'Europa sicura, stabile e prospera, è in sintesi il motivo principale addotto dal Consiglio federale. Il Governo conferma quindi la sua intenzione di partecipare al consolidamento di questi Paesi, nonostante le incomprensioni degli ultimi mesi con Bruxelles, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento parziale - un anno - dell'equivalenza della Borsa svizzera da parte dell'Ue e l'avvio di negoziati su un futuro accordo istituzionale. Il Governo si attende, dopo la decisione di oggi, progressi su questi due dossier, come si evince dal comunicato diffuso dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Una parte consistente dell'importo diluito su 10 anni (circa 130 milioni l'anno) verrà attribuito a Polonia e Romania, seguite da Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Bulgaria.

È quanto precisa la documentazione a corredo della procedura di consultazione lanciata oggi dal Consiglio federale. Le risorse indispensabili saranno inserite nel piano finanziario 2020-2022. Il Parlamento dovrà approvare due decreti semplici separati - non soggetti a referendum - uno per il contributo di coesione e uno per la migrazione. Poiché si tratta di contributi unici superiori ai 20 milioni, sarà necessaria la maggioranza qualificata dei due rami del Parlamento.

Il credito di coesione verrà assunto per metà ciascuno dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Il contributo per la migrazione verrà accollato alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM).

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