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Svizzera
In consultazione il controprogetto sull'export di armi
In consultazione il controprogetto sull'export di armi
In consultazione il controprogetto sull'export di armi
Redazione
6 anni fa
Il Consiglio federale ha preparato due testi che possano regolare l'esportazione di armi senza inserirla nella Costituzione

Il Consiglio federale comprende le richieste contenute nell'iniziativa popolare "Contro l'esportazione di armi in Paesi teatro di guerre civili (Iniziativa correttiva)", ma non ritiene opportuno inserirle nella Costituzione. Per questo motivo sostiene l'opportunità di affiancargli un controprogetto che ha inviato oggi in consultazione in due varianti.

La prima variante prevede il mantenimento della prassi attuale, ma questa andrebbe trasposta nella legge sul materiale bellico (LMB). Le domande di esportazione di materiale bellico in Paesi che violano sistematicamente e in modo grave i diritti umani potrebbero dunque essere ancora autorizzate se il rischio che questo venga utilizzato per commettere gravi violazioni di tali diritti è minimo. Il governo potrebbe inoltre concedere autorizzazioni eccezionali.

La seconda variante è più restrittiva dato che non prevede eccezioni per gli Stati che violano sistematicamente e gravemente i diritti umani. L'esecutivo non potrebbe inoltre concedere permessi in deroga.

L'iniziativa, che ha raccolto 126'355 firme valide in soli sei mesi, vuole fissare nella Costituzione il diritto per parlamento e popolo di avere voce in capitolo nella vendita all'estero di materiale bellico. Attualmente tale competenza spetta esclusivamente al Consiglio federale.

L'iniziativa prende spunto dalla revisione dell'ordinanza sulle armi proposta - e poi abbandonata - dal Consiglio federale, che avrebbe consentito alla Svizzera di esportare armamenti anche verso Paesi teatro di conflitti interni. Un'alleanza anti-export si è formata con esponenti di PS, Verdi, Verdi liberali, borghesi-democratici, evangelici, ambienti ecclesiastici, sindacati e organizzazioni umanitarie.

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