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Svizzera
In aumento gli incidenti stradali gravi
Immagine Rescue Media
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Thomas Schürch
4 anni fa
Ad essere maggiormente toccati dal fenomeno sono pedoni, motociclisti e ciclisti. Siegrist (Upi): “Occorre promuovere la diffusione di sistemi di assistenza alla guida orientati alla sicurezza”

Per alcuni decenni la sicurezza sulle strade svizzere è migliorata costantemente. Eppure, secondo quanto riferisce il barometro 2022 dell’Ufficio prevenzione infortuni (Upi), il numero dei feriti gravi in incidenti della circolazione nel 2021 è salito a 3’933, ai quali si aggiungono 200 morti. Questo significa che in media ogni settimana 79 persone rimangono gravemente ferite, alcune addirittura invalide, o perdono la vita.

Chi è maggiormente toccato
L’anno scorso il numero dei feriti gravi è aumentato tra i pedoni, ma anche tra chi si sposta nel traffico con un monopattino elettrico o un’e-bike lenta. È salito anche il dato sugli incidenti gravi subiti da pedoni di età superiore ai 75 anni e da giovani motociclisti fino a 17 anni. Su quest’ultima categoria può incidere il fatto che da inizio 2021 è possibile guidare motociclette e scooter con una velocità fino a 45 km/h già a partire dai 15 anni, e moto di 125 cc a partire dai 16 anni.

“Più impegno da parte di tutti”
Il confronto della statistica svizzera degli incidenti con quella di altri Stati europei mostra che le strade svizzere presentano un elevato livello di sicurezza per gli automobilisti e i loro passeggeri, un po’ meno per i pedoni, i motociclisti e i ciclisti. Il traffico dei veicoli a due ruote si sta rivelando, secondo l’Upi, una vera e propria sfida. Per il direttore Stefan Siegrist “il messaggio del nuovo barometro è chiaro”. Ci vuole “l’impegno di tutti gli attori affinché le strade in Svizzera diventino più sicure per tutti gli utenti, indipendentemente da come si spostano nel traffico”. Occorre “costruire un’infrastruttura autoesplicativa e a prova di errore e promuovere la diffusione di sistemi di assistenza alla guida orientati alla sicurezza”. Inoltre, l’introduzione sistematica del limite di 30 km/h, anche sulle arterie principali, permetterebbe “di evitare un terzo degli incidenti gravi”.

Pochi caschi, distrazione e velocità eccessiva
Anche gli utenti della strada possono però fare di più per la propria sicurezza e quella degli altri. Sui sedili posteriori delle automobili, ad esempio, una persona su dieci non allaccia la cintura di sicurezza; il 30% degli utenti di e-bike lente circola senza casco e il tasso sale al 43% per chi usa una bicicletta convenzionale. Inoltre, una persona su tre si distrae nel traffico, tra i pedoni addirittura una su due. Infine, molti automobilisti premono troppo sull’acceleratore nei tratti a 30 km/h e meno della metà rispetta il limite di velocità.

Il barometro
Dal 2017, il barometro della sicurezza dell'Upi fornisce ogni anno un'istantanea della sicurezza sulle strade svizzere, rilevando anche il comportamento degli utenti. Nella valutazione rientrano anche i risultati del confronto fatto con altri Paesi.

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