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Svizzera
In assistenza ma si prostituiva e spacciava
In assistenza ma si prostituiva e spacciava
In assistenza ma si prostituiva e spacciava
Redazione
9 anni fa
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di una cittadina colombiana cui era stato revocato il permesso di domicilio

Il Tribunale federale ha confermato la revoca del permesso di domicilio e la conseguente espulsione di una 41enne cittadina colombiana, decisa lo scorso 28 febbraio dall’Ufficio delle migrazione del Canton Zurigo.

La donna era arrivata in Svizzera nel 2002, anno in cui aveva sposato un cittadino elvetico. I figli della donna avevano beneficiato del ricongiungimento familiare e nel 2007 la donna aveva ottenuto il permesso C. La coppia aveva divorziato tre anni più tardi.

Tre anni fa donna si era risposata con un cittadino colombiano, ma anche in questo caso i due si erano separati poco tempo dopo. Ai due figli della donna era stata nel frattempo concessa la naturalizzazione.

Dal 2014 la donna era più volte finita sotto i riflettori della cronaca giudiziaria zurighese. Nel 2016 era stata condannata a 36 mesi di carcere (12 da scontare) per ripetuta infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti e per bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento. Nel 2015 aveva organizzato, con la complicità del figlio (all’epoca dei fatti ancora minorenne), un traffico di circa 3,5 kg di cocaina.

Come se non bastasse la 41enne aveva beneficiato di 38'440 franchi di prestazioni assistenziali nonostante guadagnasse regolarmente ingenti quantità di denaro con la sua attività di prostituta.

I giudici di Mon Repos hanno concordato con le autorità zurighesi, ritenendo che la pena detentiva di lunga durata che le era stata inflitta giustificasse pienamente la revoca del suo permesso C e la sua espulsione dalla Svizzera.

Il ricorso presentato dalla 41enne e dalla figlia 17 è stato quindi respinto. La donna dovrà pure pagare le spese giudiziarie pari a 1'500 franchi.

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