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Svizzera
In Africa muore quasi metà pazienti gravi ricoverati
Redazione
5 anni fa

La mortalità per Covid tra i pazienti gravi ricoverati in ospedale è maggiore in Africa rispetto al resto del mondo: sebbene la mortalità complessiva non sia maggiore, il continente paga le conseguenze di strutture sanitarie inadeguate, che non riescono a gestire i casi gravi di infezione da SARS-CoV-2. Lo rivela uno studio che si basa sui dati di 64 ospedali in dieci paesi africani (Egitto, Sud Africa, Ethiopia, Ghana, Kenya, Libia, Malawi, Mozambico, Niger e Nigeria), pubblicato sulla rivista Lancet, secondo cui in Africa è morto il 48,2% (quasi la metà) di 3.077 pazienti gravi ricoverati, contro una mortalità media globale del 31,5% per i pazienti Covid ricoverati in gravi condizioni. E il dato potrebbe essere una sottostima visto che questo studio si è basato comunque su informazioni raccolte in ospedali africani meglio equipaggiati rispetto al resto del continente, dove la situazione potrebbe dunque essere di gran lunga peggiore.

Il problema delle attrezzature mediche
Complessivamente la mortalità per Covid in Africa appare per ora più bassa che nel resto del mondo ma, dato quanto è emerso da questo studio, se il virus cominciasse a diffondersi più rapidamente in Africa, il prezzo in vite umane nel continente salirebbe notevolmente, sottolineano gli autori, una maxi-squadra di esperti che hanno fondato il consorzio di ricerca The African Covid-19 Critical Care Outcomes Study Investigators. Il problema non è tanto a livello di risorse ospedaliere e strumenti per assistere questi pazienti, ma soprattutto del sotto-utilizzo di tali apparecchiature. Secondo un editoriale pubblicato sempre su Lancet, “È frequente in Africa essere dotati di apparecchiature costose ma non funzionanti a causa della scarsa manutenzione o della mancanza di risorse umane in grado di usarle”. Qualcosa come il 40% delle attrezzature mediche in Africa è fuori servizio, secondo un rapporto del Tropical Health and Education Trust. Bisogna dunque agire a livello ospedaliero onde evitare che un eventuale futuro boom di contagi si traduca in una ‘carneficina’ per i pazienti Covid africani.

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