
Quasi 30'000 persone sono convenute oggi a Berna per rivendicare misure più decise contro la crisi economica: è la cifra fornita sulla Piazza federale dall'Unione sindacale svizzera e da Travail.Suisse, che hanno organizzato la manifestazione. "Ne abbiamo abbastanza di questi cavalieri del bonus e dei manager dagli stipendi eccessivi", ha affermato il presidente dell'Unione sindacale Paul Rechsteiner rivolgendosi ai manifestanti. Egli ha pure denunciato le pressioni esercitate dai manager sui salari e sulle condizioni di lavoro, "mentre loro si riempiono le tasche". Rechsteiner ha anche criticato la maggioranza borghese del Consiglio nazionale, che la settimana scorsa ha respinto gran parte delle richieste di provvedimenti anti crisi, dopo che la Confederazione - ha rilevato - non aveva esitato a stanziare grandi mezzi finanziari a sostegno dell'UBS in difficoltà. I sindacati esigono "una svolta politica e sociale", con misure più decise contro la crisi economica. Chiedono ai politici di impegnarsi per mantenere intatto il potere d'acquisto dei lavoratori, compensando il forte aumento previsto dei premi malattia per i medi e bassi redditi e ridistribuendo il prodotto della tassa sul CO2 del 2009 e del 2010. La giornata di protesta è iniziata con una pre-manifestazione del Sindacato del personale dei trasporti (SEV) alle 12.30. Alcune migliaia di persone si sono riunite nel pressi della stazione per chiedere che la Confederazione versi 3,4 miliardi di franchi per rifinanziare la cassa pensioni delle FFS e altrettanto per l'Ascoop, cui aderiscono circa 140 imprese svizzere operanti nel settore dei trasporti. "I ferrovieri non vogliono regali", ma neppure pagare per gli errori altrui, ha affermato il presidente del SEV Giorgio Tuti, chiedendo che sia la Confederazione a rimediare ai propri errori. Il presidente del Partito socialista svizzero Christian Levrat ha esortato i ferrovieri a non abbassare le braccia: "Dovete ottenere in piazza il risanamento delle vostre casse", ha sostenuto Levrat, rilevando che i ferrovieri non dispongono di sufficienti sostenitori in parlamento. ATS
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