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Previdenza vecchiaia
In 230'000 senza prestazioni complementari pur avendone diritto
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Keystone-ats
3 anni fa
Uno studio commissionato da Pro Senectute rileva che il 15,7% dei potenziali beneficiari non riceve le prestazioni complementari, pur avendone diritto. I motivi sono legati alla mancanza di conoscenza, paura o vergogna.

Circa 230'000 anziani in condizioni precarie non ricevono prestazioni complementari (PC) anche se ne avrebbero diritto. Lo dice uno studio della Scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), commissionato da Pro Senectute. Si tratta del 15,7% dei potenziali beneficiari in età superiore ai 65 anni che vivono a casa. Nell'ambito delle oltre 55'000 consulenze che l'organizzazione effettua ogni anno in tutta la Svizzera "constatiamo spesso che, malgrado le condizioni per ottenere le PC sussistano da tempo, la domanda non è mai stata presentata", afferma il direttore di Pro Senectute Svizzera, Alain Huber, citato in una nota di Pro Senectute. 

Mancata conoscenza, paura e vergogna

Tra i motivi di questo fenomeno, lo studio cita in primo luogo la mancata conoscenza, ossia la carenza di informazioni su queste prestazioni dell'AVS. Un'altra ragione può essere la decisione consapevole di rinunciare a chiederle per l'onere che comporta tale procedura o perché non si è in grado di adempiere a tutte le formalità richieste. Ci sono poi persone che non vogliono "pesare" sulla collettività o dipendere da "denaro di altri". O infine persone che hanno vergogna di essere additate come beneficiarie delle PC o, nel caso di pensionati che non hanno la nazionalità svizzera, temono di perdere il diritto di soggiorno.

Cresce il bisogno di prestazioni complementari

Ad essere toccate sono in particolare le donne, le vedove, i cittadini stranieri e le persone senza istruzione secondaria o terziaria. La maggior parte di loro vive inoltre in comuni rurali. Pro Senectute parte dal presupposto che il bisogno di prestazioni integrative continuerà ad aumentare a causa dell'invecchiamento della società e dell'attuale aumento del costo della vita.

Lo studio

Lo studio si basa su un sondaggio rappresentativo, effettuato fra giugno e agosto 2022, su un campione di 3'300 persone di età superiore ai 65 anni che vivono a casa propria, nelle tre regioni linguistiche.