
4'349 aziende in Svizzera sono fallite nei primi undici mesi dell'anno, il 21% in più rispetto allo stesso periodo del 2021. È quanto indicano i dati pubblicati oggi dalla società di informazioni economiche Dun & Bradstreet (D&B), che mettono anche in luce una lieve flessione sul fronte delle nascite di nuove imprese. Il dato riassume peraltro una realtà regionale assai variegata: spiccano per esempio il +89% di Svitto e +46% di Basilea Città. Zurigo segna +38%, Ginevra +31%. Il Ticino mostra una progressione più contenuta (+17%, a 300), mentre i Grigioni si innalzano chiaramente sopra la media nazionale (+51%, a 68). Ai fallimenti per incapacità a far fronte ai pagamenti vanno poi aggiunti quelli per lacune nell'organizzazione (articolo 731b del Codice delle obbligazioni): il numero complessivo sale così a 6991 (+26%) a livello svizzero, a 565 in Ticino (+17%) e a 127 nei Grigioni (+112%, la progressione più alta fra tutti i cantoni).
Tante nuove aperture, ma meno che in passato
Se diverse aziende devono abbassare le saracinesche, non poche al contrario aprono i battenti, ma meno che in passato: le nuove iscrizioni al registro di commercio nella Confederazione sono state 45'069 nel periodo gennaio-novembre, valore in flessione dell'1% su base annua. Rimangono fermi sul posto Ticino (stabile a 2052) e Grigioni (pure stabile a 936), mentre maggiore dinamismo viene per esempio osservato a Zurigo, che mette a referto un +3%.

