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Svizzera
Imprenditori: politica salariale, no a nuovi interventi dello Stato
Redazione
13 anni fa

"Le ingerenze legali aggressive nella politica salariale e nel mercato del lavoro sono pericolose per la piazza economica elvetica". È quanto sostiene l'Unione svizzera degli imprenditori (USI). L'USI si oppone sia all'iniziativa popolare "1:12", lanciata da Gioventù socialista, sia all'introduzione di piani sociali obbligatori per le aziende, progetto attualmente in discussione in parlamento. La sinistra approfitta del clima emotivo venutosi a creare dopo il successo dell'iniziativa Minder per intervenire pesantemente nella libertà salariale delle aziende, hanno rilevato oggi in conferenza stampa a Berna i vertici dell'USI. Secondo quest'ultima, nuovi obblighi in materia di rimunerazioni potrebbero spingere alcune aziende a delocalizzare l'insieme o una parte del personale. Gli imprenditori si oppongono anche a un inasprimento delle norme in materia di licenziamenti collettivi, poiché a loro avviso ciò sarebbe contrario alla tradizione di libertà vigente nel mercato del lavoro. Davanti alla stampa, l'USI ha infine criticato la procedura scelta dal parlamento per la revisione dell'Assicurazione invalidità (AI), che "ieri come oggi ha bisogno di essere risanata". ATS

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