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Parlamento
Imposta tonnellaggio, "meglio lasciar perdere"
© Shutterstock
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Keystone-ats
2 anni fa
È il parere della Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati della Camera alta, secondo cui "è arduo valutare vantaggi e inconvenienti di un simile modello di imposizione". Il PS: "Una parte della destra si spaventa e vuole improvvisamente rinunciare a nuovi privilegi fiscali per le compagnie di navigazione".

A causa della situazione instabile in cui versano le finanze federali, e alcune questioni ancora irrisolte, la Commissione dell'economia e dei tributi degli Stati (CET-S) propone al plenum di non entrare nel merito dell’imposta sul tonnellaggio applicabile alle navi. È da anni che si discute del progetto governativo di tassare le navi d'alto mare in base alla capacità di carico e non tenendo conto dell'utile o di eventuali perdite. A tale riguardo, il Consiglio nazionale aveva già approvato il progetto - contrari PS, Verdi e Verdi liberali - nel dicembre 2022. La CET-S aveva però all'epoca rinviato il tutto in attesa di chiarimenti.

"Difficile valutare vantaggi e inconvenienti"

Ebbene, stando a una nota odierna dei servizi parlamentari, dopo aver preso nota di un rapporto sulle ricadute finanziarie dell’imposta sul tonnellaggio, la commissione giudica tutt'ora arduo valutare vantaggi e inconvenienti di un simile modello di imposizione, "fermo restando che nell’attuale situazione il rischio di una diminuzione delle entrate è da ritenersi inopportuno". Inoltre, la costituzionalità del progetto è tutt'ora controversa. La CET-S non vuole uno sgravio fiscale a favore di un unico settore: l’introduzione dell’imposta sul tonnellaggio andrebbe piuttosto valutata nel contesto di una strategia fiscale di più ampio respiro. Per tutti questi motivi, con 7 voti a 4 e 2 astensioni la commissione propone alla Camera di non entrare in materia. Una minoranza è invece dell’avviso che l’introduzione dell’imposta possa costituire un vantaggio per il nostro Paese.

L'imposta sul tonnellaggio

L'imposta sul tonnellaggio è già in vigore in 21 Stati membri dell'Unione europea. Si tratta di un metodo alternativo per determinare l'imposta sull'utile: viene presa in considerazione la stazza netta (capacità di carico) moltiplicata per una tariffa scaglionata e per il numero di giorni di esercizio. Per le imprese di navigazione marittima redditizie, tale sistema comporta un onere fiscale comparativamente modesto. Per i sostenitori di questo metodo alternativo di imposizione, si tratta anche di accrescere l'attrattiva della piazza economica svizzera.

Il PS punta il dito contro una parte della destra

In un comunicato stampa, il co-capogruppo socialista alle Camere federali Samuel Bendahan, ha spiegato come "le numerose vittorie a favore della popolazione nei referendum fiscali degli ultimi anni hanno costretto la maggioranza borghese a rinsavire e ad affossare il proprio progetto. La riforma dell’imposta sul tonnellaggio avrebbe permesso a un'industria a dir poco controversa di beneficiare di privilegi fiscali ingiusti. Il costo per la collettività sarebbe stato di diversi milioni di franchi. Una parte della destra ha capito chiaramente di non avere alcuna possibilità di fronte al popolo". Ma non solo, perché i socialisti, citando una ricerca condotta dal portale "Reflekt", spiegano come questo documento abbia "rivelato pericolosi legami tra l'ex ministro delle Finanze Ueli Maurer e multinazionali come MSC, che beneficeranno direttamente dell’imposta sul tonnellaggio. Secondo questa ricerca, in occasione di una riunione organizzata da una consigliera agli Stati del PLR, è stata eliminata una parte del progetto che avrebbe obbligato queste multinazionali a rispettare il diritto del lavoro svizzero o europeo". Questa ricerca -conclude Bendahan, "è estremamente scioccante. L'ex consigliere federale Ueli Maurer e il Dipartimento delle Finanze non solo hanno offerto a MSC milioni di nuovi privilegi fiscali, ma le hanno anche servito il dumping salariale su un piatto d'argento".