
La Svizzera rimane attraente per le imprese dal punto di vista fiscale: secondo uno studio presentato oggi a Zurigo da PricewaterhouseCooper (PwC), la pressione fiscale media è rimasta quest'anno invariata al 30,2%. La Svizzera si piazza così chiaramente al di sotto della media mondiale, valutata al 44,7%, e arriva al sesto posto a livello europeo. Secondo lo studio, intitolato "Paying Taxes 2013: The Global Picture", i paesi che in Europa hanno una pressione fiscale più bassa per le imprese sono il Lussemburgo (21,0%), Cipro (23,0%), Irlanda (26,4%), Danimarca (27,7%) e Bulgaria (28,7%). L'indagine tiene conto anche di fattori come la complessità dei pagamenti e il tempo necessario ad un'impresa per evadere le pratiche necessarie per soddisfare gli obblighi fiscali. Sotto questi punti di vista la Svizzera raggiunge un "ottimo" 18esimo rango a livello mondiale. Rispetto all'anno precedente, la Confederazione ha perso due posti, ma rimane nettamente meglio piazzata di paesi come gli Stati Uniti (69esimo rango), Germania (72esima), Cina (122esima) e Giappone (127esimo). I paesi con il sistema fiscale più semplice per le imprese sono gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e l'Arabia Saudita. A livello europeo, soltanto Irlanda, Danimarca e Lussemburgo hanno in sistema fiscale meno complicato della Svizzera. In Svizzera un'impresa impiega in media 63 ore di lavoro - circa una settimana e mezzo - per sbrigare le pratiche legate alle imposte. In Lussemburgo le ore necessarie sono 59, mentre nella media di tutti i paesi dell'UE e dell'AELS si sale a 184 ore. ATS
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