
Tutti i partiti giudicano l'imposizione fiscale delle coppie sposate ingiusta se paragonata a quella dei concubini. Tuttavia, solo il PPD sostiene la proposta di riforma del Consiglio federale. PLR e PS sostengono imposte individuali, l'UDC lo "splitting". A preoccupare sono in particolare le potenziali perdite miliardarie. Circa 80'000 coppie sposate con doppio reddito, così come quelle in pensione, vivono attualmente una diseguaglianza di trattamento. Per rimediare, la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf propone un nuovo sistema di calcolo dell'imposta federale diretta. In pratica, la tariffa per coppie sposate verrebbe applicata solo se inferiore rispetto al totale dell'imposizione di ciascun coniuge preso individualmente. Il PPD, unico partito al governo a sostenere il progetto, considera comunque la misura non abbastanza incisiva. Secondo i popolari-democratici, la proposta è un risultato della pressione esercitata dalla loro iniziativa "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate". PLR e PS sono invece favorevoli ad un'imposizione fiscale individuale. I liberali-radicali definiscono il progetto del Consiglio federale una "via di mezzo". "Il governo fa un passo nella giusta direzione", stima dal canto suo l'UDC. Tuttavia, i democentristi preferirebbero una ripartizione dei redditi dei coniugi (il cosiddetto splitting) totale o parziale, variante studiata ma scartata dal Consiglio federale, ha precisato Martin Baltisser, segretario generale del partito. "Questa opzione è già applicata da diversi cantoni". Nemmeno economiesuisse si dimostra entusiasta dal progetto. Pur sottolineando l'ingiustizia dell'attuale norma, afferma che il governo deve occuparsi di argomenti "prioritari nelle riforme fiscali". Il tema delle coppie sposate non è ai primi posti, secondo la Federazione delle imprese svizzere. L'Unione sindacale svizzera (USS) e il sindacato travail.suisse respingono la riforma "che prevede di abbassare il carico fiscale delle coppie sposate a livello di quelle dei concubini". L'USS difende lo status quo. Non serve cambiare, sostiene l'organizzazione, in quando la diseguaglianza è già stata in parte corretta a livello federale e in vari cantoni. La revisione potrebbe comportare per la Confederazione un ammanco fiscale annuo di circa un miliardo di franchi. Widmer-Schlumpf propone un aumento dell'IVA o altre opzioni che tocchino gli alti redditi. Il PPD giudica inutile intervenire per coprire questo buco. "Non si tratta di una diminuzione delle entrate, ma di rinunciare a un'entrata anticostituzionale". PLR e UDC difendono invece l'idea di sostenere le perdite con tagli alle prestazioni statali, senza nuove tasse o imposte. A sinistra, viene criticato soprattutto l'aumento "poco sociale" dell'IVA. Il miliardo di franchi in questione andrebbe ad aggiungersi al precedente abbassamento fiscale accordato alle imprese e ai contribuenti, per un costo totale stimato in 5 miliardi di franchi, sottolinea il sindacato travail.suisse. Le mancate entrate potrebbero minacciare le prestazioni dello Stato, ha ammonito. ATS
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