
Dopo le critiche rivolte alla politica d'asilo europea e svizzera dal professore olandese di sociologia Ruud Koopmans dalle colonne della Basler Zeitung (vedi articolo suggerito), ieri è stato il turno della consigliera nazionale zurighese Barbara Steinemann (UDC) prendere duramente posizione sul tema. Intervistata dal quotidiano basilese la parlamentare democentrista ha tuonato contro la politica d'accoglienza elvetica e contro la Segreteria di Stato della migrazione (SEM).
“Non c’è una strategia di fondo nella politica d’asilo svizzera – ha commentato – Non aiutiamo chi ha davvero bisogno e in nessun altro ambito ci sono così tante irregolarità come in quello dell’asilo”
“Provate a parcheggiare in divieto di sosta oppure a consegnare in ritardo la dichiarazione d’imposta: in questi casi lo Stato è impietoso. Invece nell’ambito delle richieste d’asilo assistiamo a tante di quelle irregolarità… L’81% dei richiedenti d’asilo non ha con sé i documenti, nel 25% dei documenti di chi l’ha ottenuto la data di nascita riportata è quella del 1. gennaio – ha rincarato Steinemann – Significa che non hanno voluto cooperare al momento di fornire i oro dati personali. Nessuno vuole ammetterlo ma non abbiamo praticamente idea di chi mette piede in Svizzera”.
“Ci sono stati casi in cui un richiedente ha presentato cinque domande d’asilo con cinque nomi diversi. Visto che non si sa chi sia e dove si debba rimandarlo, ha potuto restare. E non dimentichiamo che la maggioranza di loro sono uomini”.
Il j’accuse della consigliera nazionale democentrista è rivolto alla SEM, accusata di “lassismo” e di “eccessiva generosità”. “Nessuna sorpresa – ha commentato – I posti di comando sono occupati da ex esponenti di ONG. Basti pensare al Segretario di Stato SEM Mario Gattiker, che lavorava per la Caritas. Alla SEM servirebbero persone responsabili e non idealisti romantici”.
“Spesso chi ottiene il diritto a restare in Svizzera – e l’accesso alle prestazioni sociali – ci riesce in modo disonesto. Il nostro compito dovrebbe essere quello di aiutare chi ha davvero bisogno, come ad esempio i rifugiati siriani minacciati dalla guerra. Chi non ha nulla. In Europa centrale o del nord ci arriva chi può permettersi di pagare i passatori”
Per lottare contro gli abusi, la consigliera nazionale zurighese propone di concedere l’asilo solo in caso di reale minaccia e non per i cosiddetti “migranti economici”. Anche per quel che riguarda gli aiuti finanziari (“ricevono mille franchi al mese in contanti, come nelle favole”), Steinemann propone quindi di limitare questi contributi a 8-12 franchi al giorno, oppure di corrisponderli sotto forma di buoni. “Ogni giorno c’è la fila davanti ai money transfer…”
Infine, “molti richiedenti d’asilo affermano falsamente di essere minorenni, il che implica un costo annuo per lo Stato pari a 66'000 franchi. Il salario medio svizzero è di 66'000 franchi: si è perso il senso della misura”.
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