
Non cessano di fare pressione le entrate illegali nel nostro Paese, che già lo scorso anno avevano raggiunto un record dopo la pausa imposta dalla pandemia. Una situazione che si verifica in particolare al confine meridionale svizzero e dove in Ticino, riporta la RSI, sempre lo scorso anno i soggiorni illegali avevano visto un aumento decisamente importante: oltre i 15'000, cifre pari al 2017. Nei primi quattro mesi del 2023, le entrate illegali sono state 5'000, ovvero come tutto il 2021. Un trend che sembra essere in rialzo anche per i passatori: nel 2022 in Ticino erano stati 155, mentre da gennaio ad aprile di quest'anno ne sono stati registrati già quaranta (un terzo di tutti quelli della Svizzera). Questi offrono viaggi che possono raggiungere un costo di anche 800 euro a testa; soldi che spesso e volentieri finiscono nelle mani delle criminalità organizzate.
Il lavoro in dogana
Le guardie di confine operative lungo il confine non si occupano soltanto di entrate illegali e passatori, bensì svolgono compiti diversificati "anche sulla base dell'analisi del rischio: in ambito fiscale, della criminalità e dell'agevolazione all'immigrazione illegale", ha spiegato Luca Cometti, capo operativo Dogana Sud dell'UDSC. Motivo per cui le risorse vengono spostate laddove si ritiene che sia più probabile effettuare dei fermi.

