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Svizzera
Immigrati discriminati sul posto di lavoro, USS lancia allarme
Redazione
17 anni fa

Denunciare e combattere con misure concrete la discriminazione di cui sono oggetto gli immigrati sul luogo di lavoro. Questi gli obiettivi che l'Unione Sindacale Svizzera (USS) si prefigge e che sono stati esposti questa mattina a Berna nel corso di una conferenza stampa. La discriminazione inizia al momento dell'assunzione e prosegue a livello salariale, anche a causa del mancato riconoscimento di molti titoli di studio esteri, ha spiegato Doris Bianchi, segretaria centrale dell'USS. "L'80% dei migranti ricopre perciò funzioni non dirigenziali, anche se ne avrebbe le capacità", ha poi aggiunto, indicando come le differenze di trattamento si manifestino anche al momento del licenziamento, con conseguenze sul tasso di disoccupazione, che è quasi tre volte superiore a quello degli svizzeri. Vania Alleva, vicepresidente dell'USS e membro del comitato direttivo di Unia, ha poi sottolineato che "la crisi tocca prima di tutto e in modo più importante i migranti" perché i settori colpiti dalla difficile congiuntura comprendono un alto tasso di lavoratori stranieri e, d'altra parte, per il loro generale più basso livello di formazione. Questo accresce i sentimenti xenofobi della popolazione e spinge l'USS a chiedere a Consiglio federale e Parlamento di "impegnarsi a non fomentare questi sentimenti e cercare invece vere soluzioni". L'USS ha poi dichiarato di volersi impegnare sin d'ora per denunciare e combattere tali forme di discriminazione con un pacchetto di misure concrete. Una iniziativa parlamentare che chiede una legislazione generale sull'uguaglianza di trattamento come quella in vigore nell'UE è pendente al Consiglio nazionale. I sindacati vogliono inoltre favorire l'inserimento di clausole antidiscriminatorie nei contratti collettivi di lavoro, migliorare le procedure di riconoscimento dei titoli di studio attribuiti dall'UE e, infine impegnarsi nella campagna per l'adozione di salari minimi. Altre misure proposte dall'USS concernono invece i disoccupati stranieri, che dovrebbero essere spinti a partecipare a programmi di apprendimento della lingua locale e aver l'opportunità di seguire una formazione in modo da facilitarne la reintegrazione nel mondo del lavoro. ATS

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