
In futuro gli imam e gli insegnanti di religione islamica dovrebbero seguire una formazione in una scuola universitaria elvetica. Di questo avviso non sono soltanto i musulmani che vivono nel nostro Paese, ma anche le autorità, le università e gli esperti giuridici elvetici. È quanto emerge dallo studio del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) "Comunità religiose, Stato e società" presentato stamane a Berna. Ai futuri imam si chiede nel contempo una buona conoscenza di almeno una lingua nazionale, delle leggi e del sistema politico elvetico, nonché di saper dialogare con le altre religioni.L'indagine - realizzata da ricercatori dell'Università di Zurigo su un campione di 100 rappresentanti della comunità musulmana e di 40 esponenti di altre religioni, di partiti e autorità politiche, del mondo accademico e giuridico - comprendeva varie domande sulla situazione attuale dell'islam in Svizzera.Con 350'000 membri, ovvero il 5% della popolazione, i musulmani rappresentano infatti la terza comunità religiosa della Confederazione, dopo i cattolici e gli evangelici. Tuttavia gli imam - vere e proprie guide spirituali e morali della comunità che da un lato dirigono la preghiera e dall'altro svolgono la funzione di mediatori con le autorità, i rappresentanti delle altre religioni e i media - sono formati all'estero.Tale situazione è giudicata insoddisfacente dai musulmani interrogati. Lacune linguistiche impediscono sovente agli imam di svolgere correttamente il loro incarico in seno alla comunità o verso l'esterno. Tali lacune ostacolano pure il loro insegnamento religioso e i contatti con i giovani e i bambini islamici che vivono in Svizzera. I musulmani auspicano inoltre che gli imam conoscano meglio il contesto socio-culturale elvetico per poter fare da ponte tra la comunità islamica e la società svizzera.Dal canto loro, le istituzioni elvetiche consultate si aspettano dall'imam che ritrasmetta anzitutto le norme e i valori del nostro Paese ai suoi correligionari. Deve inoltre essere una "cinghia di trasmissione" tra le autorità e la comunità musulmana.Stando alla maggioranza degli intervistati, gli imam dovrebbero essere formati a livello accademico (università o scuole universitarie) e possibilmente in una lingua nazionale. Per facilitare loro una migliore conoscenza del contesto elvetico, gli imam dovrebbero inoltre acquisire nozioni di storia, diritto, politica e economia svizzere. Dovrebbero infine seguire corsi di scienze delle religioni e di introduzione al dialogo interreligioso.Le istituzioni elvetiche e i musulmani consultati auspicano inoltre un islam che convenga al contesto svizzero anziché un prodotto importato dall'estero. Tuttavia per le associazioni islamiche, lo Stato non deve tentare di formare gli imam secondo i propri desideri.Per la formazione dei futuri imam, le università islamiche all'estero dovrebbero essere consultate. Potrebbero essere pure sollecitate, almeno in una fase iniziale, per il reclutamento di professori qualificati.Essendo in Svizzera l'educazione e le questioni religiose di competenza cantonale, la formazione degli imam può variare da un cantone all'altro. Per quel che riguarda, per esempio, il finanziamento, numerose persone interrogate reputano che lo Stato dovrebbe fornire un contributo paragonabile a quello che versa alle Chiese cristiane.I rappresentanti della comunità musulmana hanno inoltre espresso la volontà di trovare soluzioni per finanziare la formazione, da un lato tramite quote d'iscrizione, dall'altro attraverso un imposta musulmana simile all'imposta ecclesiastica.Attualmente, esistono già o stanno per essere introdotte possibilità di formazione continua. Alcune di queste riscontrano tuttavia problemi di finanziamento o di definizione di programma e di scelta degli insegnamenti, rilevano ancora i ricercatori del FNS.Lo studio presentato oggi è il primo di una vasta indagine den
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