
Tornano a far parlare di sé Qaasim Illi e Nicolas Blancho – rispettivamente portavoce e presidente del discusso Consiglio centrale islamico svizzero (CCIS) – a pochi giorni dalla decisione del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) di accusarli, insieme a un altro membro del Comitato, di violazione della legge federale che vieta i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché le organizzazioni associate.
Stando a quanto riportato dal Blick, infatti, le due figure simbolo del CCIS non pagherebbero né i premi della cassa malati e neppure le imposte. Blancho, scrive il quotidiano zurighese, deve alla cassa malati Sanitas ben 7532.70 franchi di premi non pagati.
Il marito di Nora Illi ha dichiarato al Blick che lui e Blancho non possono permettersi di pagare i premi della cassa malati. “Imposte non ne abbiamo pagate viste le nostre entrate ridotte. È così dalla fondazione del CCIS, all’epoca eravamo solo studenti”. Illi, ora, lavora come informatico al 20 percento e Blancho come traduttore (e ha più volte rischiato di finire sul lastrico).
Il CCIS, d’altro canto, “paga regolarmente le imposte” anche se nel giugno dello scorso anno i barbuti predicatori avevano lanciato un grido d’allarme: il rapporto finanziario per il 2014 parlava infatti di un profondo rosso da 45'000 franchi. Illi e Blancho non hanno voluto esprimersi su eventuali donazioni da parte di privati.
Le polemiche, tuttavia, non si fermano qui: qualche giorno fa una delegazione del CCIS si è recata in Bangladesh, ufficialmente in aiuto della minoranza musulmana dei Rohingya, dove ha contribuito a costruire una moschea. Secondo il Blick il viaggio è costato ben 54'000 franchi…
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