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Svizzera
Illi e Blancho difendono la mutilazione genitale femminile
Illi e Blancho difendono la mutilazione genitale femminile
Illi e Blancho difendono la mutilazione genitale femminile
Redazione
9 anni fa
Il Consiglio centrale islamico svizzero difende la forma meno invasiva, la rimozione del prepuzio clitorideo. "È consuetudine"

Torna a far discutere il controverso Consiglio centrale islamico svizzero (CCIS) di Nicolas Blancho e Qaasim Illi. Questa volta per aver parzialmente difeso le mutilazioni genitali femminili, una pratica in vigore in diversi paesi soprattutto africani e fortunatamente vietata in Svizzera dal 2012.

Sul suo sito il CCIS ha infatti pubblicato un ‘parere legale islamico’ che giustifica la forma meno invasiva delle mutilazioni genitali femminili, ovvero la rimozione del prepuzio clitorideo (da non confondere con l’escissione, ovvero la rimozione totale o parziale del clitoride). Questa pratica, si legge nel ‘parere legale’ targato Illi e Blancho, viene comunemente definita come "sunna" (consuetudine).

Interpellata in merito dal Tages Anzeiger la segretaria generale Ferah Ulucay ha affermato che il CCIS ritiene sia “compito di ogni musulmano decidere se procedere o meno con tale pratica” e che il Consiglio stesso non obbliga nessuno a praticarla.

Posizione leggermente diversa da quella espressa via Twitter da Qaasim Illi, secondo cui la rimozione del prepuzio clitorideo non sia da considerarsi una mutilazione genitale. Il tweet è stato in seguito rimosso.

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