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Il Tribunale conferma: "Giusto ritirare passaporto"
Il Tribunale conferma: "Giusto ritirare passaporto"
Il Tribunale conferma: "Giusto ritirare passaporto"
Redazione
11 anni fa
I giudici di Bellinzona hanno valutato come corretto il ritiro del passaporto al giovane jihadista zurighese

Il Tribunale penale federale ha confermato il ritiro dei documenti d'identità a un giovane presunto jihadista arrestato nell'aprile 2015 all'aeroporto di Zurigo. In una sentenza pubblicata oggi i giudici di Bellinzona respingono il suo ricorso.

L'oggi 26enne zurighese di origine libanese era stato bloccato il 7 aprile 2015 mentre si apprestava a prendere un aereo per Istanbul con l'intenzione di recarsi in Siria o in Iraq, secondo il Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Il 22 aprile la Procura federale ne aveva annunciato la rimessa in libertà, affermando che non c'erano più motivi per tenerlo in detenzione preventiva. Al giovane era stato tuttavia trattenuto il passaporto e gli era stato imposto di presentarsi tre volte per settimana alla polizia. Successivamente era stato disposto un blocco dei documenti di legittimazione per impedirne una fuga all'estero.

Nella sua sentenza ancora impugnabile con un ricorso al Tribunale federale di Losanna, la Corte dei reclami penali del TPF approva la confisca, giudicando alto il pericolo di fuga, e conferma che il giovane è sospettato di aver voluto apportare il suo sostegno allo Stato islamico. Dopo l'arresto, gli inquirenti hanno trovato sul suo telefonino simboli dell'Isis, foto di combattenti jihadisti e testi di propaganda in cui si giustifica la violenza e la morte da martiri.

Tra settembre e dicembre 2014, lo svizzero-libanese aveva avuto contatti telefonici regolari con un ragazzo di Winterthur (ZH) poi partito con la sorella verso la Siria per sostenere l'Isis. I due adolescenti di 16 e 17 anni sono stati arrestati a fine dicembre 2015 all'aeroporto di Zurigo mentre rientravano in Svizzera, dopo circa un anno di assenza, su un aereo proveniente da Istanbul. L'autore del ricorso aveva pure avuto altri contatti con una persona partita nel febbraio 2015 per la metropoli turca per poi raggiungere, secondo l'MPC, la Siria.

Secondo il TPF tutto indica che il giovane non intendesse rimanere a Istanbul ma volesse proseguire il viaggio per unirsi all'Isis. L'informazione emerge da una conversazione telefonica tra lui e la sua ragazza, alla quale confidava l'intenzione di morire da martire.

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