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Svizzera
Il suicidio assistito? Un business da 29 milioni di franchi
Il suicidio assistito? Un business da 29 milioni di franchi
Il suicidio assistito? Un business da 29 milioni di franchi
Redazione
7 anni fa
Polemica su un'associazione di accompagnamento, che ha accumulato una fortuna. Ora la politica vuole intervenire

E' polemica su Exit, l'associazione di accompagnamento al suicidio assistito. L'organizzazione negli ultimi anni ha infatti registrato numeri da record, con i membri che sono passati in 9 anni da 52mila a 120mila membri. Ma soprattutto, come riporta la NZZ, con l'attivo che è balzato dal 2013 da 9,4 a 29 milioni di franchi.

I dati, inviati all'Assemblea Generale, sta causando non pochi interrogativi nel mondo politico. In particolare, il deputato di Soletta Rolf Sommer (Udc), che peraltro è stato membro di Exit per oltre 30 anni, si chiede: "Cosa ci fà un'organizzazione di eutanasia con così tanti soldi? C'è il pericolo che queste somme possano attirare persone in malafede con l'obiettivo di sottrarre parte di questi soldi. C'è necessità che Exit si attivi per una migliore supervisione delle finanze".

Un portavoce di Exit ha replicato alla NZZ smentendo queste accuse e spiegando che c'è "un regolamento finanziario e un comitato per gli investimenti. Inoltre, vi è un comitato per il controllo interno e un revisore esterno. Non è quindi possibile creare alcun patrimonio che abbiamo a nostra disposizione".

Al momento i membri che si iscrivono a vita a Exit pagano 1'100 franchi oltre a una quota annuale di 45 franchi, con l'associazione che quindi dipenderebbe dai lasciti e dalle donazioni. Tuttavia, molti politici starebbero chiedendo di abbassare i costi della quota associativa, per limitare il previsto aumento degli utili.

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