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Il successore di Dell'Ambrogio non sa il francese: "Scioccante"
Il successore di Dell'Ambrogio non sa il francese: "Scioccante"
Il successore di Dell'Ambrogio non sa il francese: "Scioccante"
Redazione
8 anni fa
L'ex presidente del PPD Cristophe Darbellay sulla nuova segretaria di Stato: "Segno di disprezzo verso la cultura francofona"

È "scioccante" che il Consiglio federale abbia nominato al posto di segretario di stato all'educazione e alla ricerca una persona che non padroneggia il francese: lo afferma Christophe Darbellay, capo del dipartimento istruzione del canton Vallese ed ex presidente nazionale PPD, che non esita a parlare di un atto di disprezzo nei confronti della cultura francofona.

La settimana scorsa non è passato inosservato che Martina Hirayama - dal primo gennaio alla testa della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI), succederà a Mauro Dell'Ambrogio - si sia presentata alla stampa senza parlare una parola di francese. L'alta funzionaria ha promesso che seguirà dei corsi affinché in futuro possa esprimersi nell'idioma di Molière.

La cosa non è stata apprezzata da tutti in Romandia, dove è nato un dibattito. "È abbastanza scioccante che si possa diventare segretaria di stato senza avere una padronanza della due lingue nazionali principali o di due lingue nazionali", ha affermato stamani Darbellay ai microfoni della radio RTS, prendendo peraltro atto con favore che la nuova arrivata sia una donna. "Non assumerei un subalterno in un'amministrazione in queste condizioni", ha aggiunto il 47enne, che dal maggio 2017 è consigliere di stato in Vallese.

"Evidentemente questa donna ha competenze abbastanza impressionanti, ho letto il suo curriculum vitae, è impressionante, ed è anche molto convincente per questa funzione", afferma l'ex consigliere nazionale (2003-2015) ed ex guida dal PPD (2006-2016). "Ma c'è una lacuna, che spero verrà colmata".

Il fatto stesso che Hirayama sia stata nominata, in questa situazione, a Darbellay però non va giù. A suo avviso "è un segno di disprezzo nei confronti della cultura francese, nei confronti della Svizzera, in fondo, dove il 20-25% della popolazione è francofona e trovo questo abbastanza scioccante al giorno d'oggi".

"L'inglese" - prosegue l'uomo politico che un paio d'anni fa ha fatto parlare di sé anche per motivi personali legati a una relazione extramatrimoniale - è evidentemente la lingua universale oggigiorno, ma non è possibile che si disprezzi il francese in questo modo". "Non si sarebbe nemmeno immaginato di assumere un francofono che non parlasse tedesco", conclude Darbellay.

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