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Svizzera
Il segreto bancario svizzero perde i pezzi
Redazione
17 anni fa
La Svizzera allenta il segreto bancario. Franco Citterio: 'Preoccupati per la clientela' (VIDEO)

In un'operazione coordinata, Svizzera, Austria e Lussemburgo hanno oggi comunicato che allenteranno il loro segreto bancario facilitando lo scambio di informazioni. A determinate condizioni, la Svizzera è disposta a fornire assistenza amministrativa in caso di evasione fiscale, ha annunciato stamani a nome del Consiglio federale il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, secondo cui Berna intende adeguarsi ai parametri dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Il governo ha dunque deciso di compiere un gesto nella polemica sul segreto bancario, allentando lo scambio d'informazioni in caso di sospetti "provati e concreti". L'adeguamento alle regole OCSE permetterà di estendere le informazioni, in certi casi, con altri paesi. Nel contempo, il governo è pronto a rivedere gli accordi di doppia imposizione. Con un allentamento del segreto bancario il Consiglio federale vuole anche evitare che il nostro Paese finisca sulla "lista nera" delle "oasi fiscali", non disposte a collaborare. Il segreto bancario - ha sottolineato Merz - continuerà tuttavia a sussistere. Infatti, il governo - ha proseguito il ministro delle finanze - respinge con la massima fermezza uno scambio automatico d'informazioni. Ricorda inoltre che la ripresa dei parametri OCSE in materia d'assistenza amministrativa non cambia nulla per i contribuenti domiciliati in Svizzera. Sempre oggi a Vienna il ministro austriaco delle finanze Josef Pröll, dopo aver incontrato a Parigi i responsabili dell'OCSE, aveva dichiarato che l'Austria soddisfa le norme dell'OCSE in materia di segreto bancario.Vienna tuttavia non esclude di fornire informazioni ad autorità straniere quando sussiste "un sospetto fondato", ha precisato Pröll. Anche il Lussemburgo è disposto ad allentare il suo segreto bancario nei casi sospetti: "Su richiesta il Lussemburgo fornirà informazioni, ma unicamente in casi specifici e con prove esplicite", ha dichiarato durante una conferenza stampa il ministro del tesoro Luc Frieden. Niente revisione della legge Secondo il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, non si dovrà modificare la legge svizzera per estendere lo scambio d'informazioni in materia fiscale. Il popolo potrebbe essere chiamato alle urne solo in caso di referendum contro una convenzione di doppia imposizione riveduta. Il parlamento sarà chiamato in causa soltanto se gli fosse sottoposta una convenzione di doppia imposizione, riveduta secondo i parametri dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Saranno quindi le Camere a decidere se il nuovo documento dovrà prevedere il referendum facoltativo. Secondo al governo, l'accordo sulla fiscalità del risparmio stipulato con l'Unione europea dovrà essere adattato. Il ministro delle finanze non ha comunque voluto fornire particolari sulla possibilità che la trattenuta alla fonte, prevista da questo documento, possa essere estesa alle imprese.Clientela e parità di trattamentoIl direttore dell'Associazione bancaria ticinese Franco Citterio comprende la decisione del Consiglio Federale, ma non l'accoglie certo con soddisfazione. "La nostra preoccupazione riguarda la clientela. Clientela che recepirà male questa nuova situazione, per cui il nostro compito sarà quello di dare ai clienti e ai consulenti delle nostre banche le affinhü venga fortnita la giusta comunicazione "

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