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Politica
Il SAB respinge l'iniziativa per la responsabilità ambientale
Immagine Crinari
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Redazione
un anno fa
Secondo l'organizzazione, la proposta che sarà sottoposta a votazione il 9 febbraio potrebbe portare a gravi limitazioni in molti settori vitali per la Svizzera.

Il SAB, Gruppo svizzero per le regioni montane, ha deciso di respingere l'iniziativa per la responsabilità ambientale, che sarà sottoposta a votazione il 9 febbraio 2025. Secondo l'organizzazione, si legge in un loro comunicato, questa proposta potrebbe portare a gravi limitazioni in molti settori vitali per la Svizzera, tra cui il turismo, che nelle regioni montane rappresenta un pilastro economico fondamentale. 

Un'iniziativa troppo restrittiva per la Svizzera 

L'iniziativa chiede che le attività economiche limitino l'uso delle risorse e l'emissione di inquinanti solo nella misura in cui le basi naturali della vita siano preservate. Questo si basa sul concetto di "un'unica Terra", mentre la Svizzera attualmente consuma risorse equivalenti a 2,5 Terre. Se venisse approvata, l'iniziativa implicherebbe una drastica riduzione del consumo di risorse, che dovrebbe avvenire in un periodo di dieci anni, un obiettivo che il SAB considera irrealistico. 

Impatto negativo sul settore turistico  

Il turismo, sempre secondo l’organizzazione, subirebbe restrizioni pesanti. Il SAB sottolinea che il turismo è per sua natura un'economia di esportazione, con visitatori che generano domanda di beni e servizi. Le limitazioni proposte dall'iniziativa potrebbero ridurre drasticamente le attività turistiche, senza che sia chiaro come tali misure potrebbero essere applicate, sollevando dubbi sulla loro effettiva fattibilità. 

Costi elevati per l’economia e la società 

L'attuazione dell'iniziativa comporterebbe costi significativi per il settore pubblico, la popolazione e l'economia. In particolare, sarebbero necessari ingenti finanziamenti per la cooperazione internazionale e per garantire che le misure siano socialmente compatibili all'estero. In un contesto di politica finanziaria restrittiva, dove la Confederazione è chiamata a risparmiare, questi costi sono giudicati insostenibili dal SAB.