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Ginevra
“Il ritorno” di Maudet, candidato al Consiglio di Stato
© Maffi
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Keystone-ats
4 anni fa
Pierre Maudet, ex ministro ginevrino assolto in gennaio per il caso legato al viaggio ad Abu Dhabi, progetta il ritorno in grande stile sulla scena politica ginevrina.

Chi la dura la vince? Si vedrà nell’aprile prossimo. Infatti, l'ex consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet, il quale aveva dato le dimissioni nel 2020 per il caso legato a un suo viaggio ad Abu Dhabi ed è stato assolto lo scorso gennaio, intende concorrere per rientrare in governo alle elezioni cantonali della prossima primavera.

Non una questione di ego

"La mia candidatura non è dettata dall'ego", ha assicurato Maudet oggi al settimanale GHI, bensì dalla difesa "dei valori di una nuova lista". Secondo il giornale gratuito, essa sarà la stessa dell'elezione suppletiva del 2021, quando era stato sconfitto dalla Verde Fabienne Fischer.

Maudet attualmente lavora in una società di cibersicurezza e ha creato una fondazione che mira a sostenere progetti dei cittadini. La sua rendita da ex consigliere di Stato è destinata proprio a questo ente.

Un viaggio “pagato” caro

Quando faceva parte del PLR, Maudet è stato membro dell'esecutivo ginevrino dal giugno 2012 all'aprile 2021. Il suo lussuoso viaggio di famiglia ad Abu Dhabi nel 2015, del valore di 50'000 franchi e interamente pagato dalle autorità dell'Emirato, sul quale aveva mentito, aveva infine portato alle sue dimissioni nell'ottobre 2020 al culmine di una profonda crisi istituzionale e politica, che lo aveva visto anche cacciato dal proprio partito. Come detto, il tentativo, nel marzo successivo, di tornare in governo da indipendente nel quadro dell'elezione suppletiva era poi fallito.

Condannato e poi assolto, il caso è ora al Tribunale Federale

A livello giudiziario, Maudet è stato inizialmente condannato nel febbraio 2021 per accettazione di vantaggi, sempre in relazione alla controversa trasferta negli Emirati Arabi Uniti. In secondo grado però, lo scorso gennaio, il 44enne è stato assolto su tutta la linea. La procura ha comunque fatto ricorso al Tribunale federale.

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