
Il referendum contro la modifica del 16 dicembre 2022 della legge Covid-19 è riuscito. 56’184 delle 59’211 firme presentate il 30 marzo 2023 sono valide. L'oggetto sarà sottoposto alla votazione popolare del 18 giugno. È la terza volta che il comitato lancia il referendum contro i provvedimenti antipandemia, venendo tuttavia sconfessato già in due occasioni. Secondo quanto indicato dall'associazione sul proprio sito web, il referendum è stato lanciato quando il parlamento ha deciso di prorogare parti fondamentali della legge Covid-19 per un altro anno e mezzo, fino alla metà del 2024. Dietro il referendum c'è Mass-Voll, un gruppo di lingua tedesca che durante la pandemia si è opposto attivamente alla politica Covid del Consiglio federale.
Il referendum è diretto contro l'estensione di alcune disposizioni della legge Covid-19 a partire dal dicembre 2022, tra cui la base legale per la creazione di certificati Covid-19. Secondo il comitato, la possibilità di reintrodurre un certificato in qualsiasi momento, nonché altre misure discriminatorie come il tracciamento dei contatti (sorveglianza), violerebbe i diritti fondamentali, dividendo la società in due classi. Oltre a ciò, tale disposizione costituirebbe un obbligo di vaccinazione mascherato, contrario alla libertà di vaccinazione sancita dalla legge. La legge Covid-19 è in vigore dal settembre 2020 e da allora è stata adattata più volte dal Parlamento, da ultimo a dicembre. Finora, gli elettori svizzeri hanno sostenuto chiaramente la legge in due votazioni referendarie.

