
Il settore alberghiero con il vento in poppa nel 2023, anno in cui sono stati registrati 41,76 milioni di pernottamenti superando così per la prima volta la soglia dei 40 milioni. Lo indica HotellerieSuisse a seguito della conferenza stampa annuale di Svizzera Turismo. A mettere a segno un notevole recupero lo scorso anno sono state in particolare le città. Tuttavia, viene sottolineato, la carenza di manodopera "continuerà a sussistere anche in futuro".
Una buona ripresa
Durante la conferenza, il presidente di HotellerieSuise ha sintetizzato che "il settore alberghiero si è definitivamente ripreso dalla crisi, ma le sfide ben note rimangono". Nel 2023 il numero di pernottamenti non solo ha raggiunto, ma addirittura superato, i livelli pre-crisi. Il presidente di HotellerieSuisse prosegue spiegando che "negli ultimi anni il nostro settore ha dimostrato che siamo in grado di adattarci e reagire alle crisi in modo rapido e flessibile. Per questo sono anche convinto che affronteremo il futuro con successo". Anche HotellerieSuisse guarda positivamente all’anno appena concluso: nonostante il calo del numero di strutture ricettive in Svizzera, l’associazione si compiace del costante aumento del numero di aziende affiliate. Nel 2023, ad esempio, le aziende affiliate di HotellerieSuisse hanno generato il 76,8% di tutti i pernottamenti in Svizzera.
2023 anno record con 41,8 milioni di pernottamenti
Con 41’759’083 pernottamenti, il settore alberghiero svizzero ha quindi registrato l’anno migliore di tutti i tempi. Nel 2023 è stato generato il 5,6% di pernottamenti, pari a 2’197’044 in più rispetto all’anno record 2019. Nelle città, le aziende alberghiere hanno generato il 14,5% di bed night in più rispetto all’anno precedente e il 7,4% in più rispetto all’anno record 2019. Le destinazioni turistiche classiche hanno registrato un aumento del 4,5% rispetto all’anno precedente e del 3,8% rispetto al 2019.
Domanda interna e estera
Nel 2023 la domanda interna ha chiuso leggermente al di sotto del valore dell’anno precedente (- 1%), ma si è mantenuta al di sopra del livello del 2019 (+ 16%). Il suo aumento, unito alla ripresa dei mercati esteri, ha contribuito a questo risultato storico. Per quanto riguarda la domanda estera (dove la situazione dei mercati è eterogenea) sempre nel 2023 mancava ancora il 3% per arrivare ai dati del 2019, ma è stato comunque registrato un aumento del 22% rispetto al 2022. Dagli Stati Uniti, ad esempio, è stato registrato il 24% in più di pernottamenti rispetto al 2019. Anche dalla Francia è risultato un aumento del 9%. Per contro, alcuni mercati lontani non si sono ancora ripresi. Nel 2023 dalla Cina mancava ancora il 64% dei pernottamenti rispetto al 2019. Nemmeno la domanda proveniente dal Giappone (- 51%) o dall’India (- 24%) ha registrato una ripresa analoga a quella degli altri mercati. Nei Paesi confinanti, la domanda proveniente da Germania (- 4%), Belgio (- 13%) o Austria (- 6%) è inferiore al livello del 2019.
Situazione in Ticino
Facendo un focus sul nostro Cantone, in Ticino - stando ai dati HESTA - sono state trascorse circa 2 milioni e 457mila notti in strutture alberghiere. I pernottamenti dello scorso anno mostrano un calo del 3,8% rispetto a quelli registrati nel 2022. D’altro canto si tratta del 6,4% di pernottamenti in più rispetto al 2019. Si aggiunge a questo dato il fatto che gli arrivi (ovvero il numero di persone che hanno soggiornato in Ticino in una struttura alberghiera) siano stabili rispetto al 2022 (+0,4%) e con un aumento ancora più marcato rispetto al 2019 (+5,5%). Fatta eccezione per il 2021 e il 2022, si tratta del miglior risultato dal 2011. Per il 2024 Ticino Turismo ambisce a confermare i livelli dell’anno da poco concluso. Intervenuto durante l’incontro con i media, il direttore di Ticino Turismo Angelo Trotta ha inoltre sottolineato che lo scorso anno è stato contrassegnato da un’importante ripresa dei mercati esteri dopo un periodo con molte limitazioni di viaggio. “La totale riapertura delle frontiere ha per contro permesso anche ai nostri connazionali di tornare a viaggiare al di fuori dei confini”, ha spiegato il direttore. Lo dimostrano le cifre: i pernottamenti di turisti svizzeri sono diminuiti rispetto all’anno precedente del 10,5% (+8,4% rispetto al 2019), mentre quelli stranieri hanno segnato un 10,3% (+3,2% rispetto al 2019). I mercati esteri principali si confermano Germania e Italia, seguiti da Usa, Benelux e Francia.

