
Il Partito popolare democratico cerca alleati al centro dopo la mancata elezione in Consiglio federale del suo candidato Urs Schwaller, non sostenuto a sufficienza da PS e Verdi. "Ho in programma colloqui con il Partito liberale radicale e con il Partito borghese democratico" per un chiarimento delle loro posizioni, afferma il presidente del PPD Christophe Darbellay in una intervista pubblicata oggi dalla "SonntagsZeitung".Darbellay mira a una "coalizione" che persegua "obiettivi analoghi" su grandi temi quali le assicurazioni, sociali, la sanità, la politica familiare e l'ambiente. La "variante massima" sarebbe una piattaforma elettorale comune in vista delle federali del 2011, ma sarebbero possibili anche congiunzioni di liste nei cantoni. "La mia visione - afferma Darbellay - è una maggioranza del 51 per cento per questa coalizione. Oggi abbiamo già il 40 per cento. Il tempo è scarso e forse rimarrà una visione. Ma dobbiamo osare".Il principale interessato a una simile alleanza, il presidente del Partito liberale radicale Fulvio Pelli, si dice "aperto a colloqui su questioni di contenuto". Sarà tuttavia difficile indurre il PLR a un'alleanza elettorale. "Non se ne parla, noi andiamo per la nostra strada", afferma il ticinese citato dal domenicale. Interpellato dall'ATS, Pelli conferma l'apertura a colloqui su temi concreti: "Aspettiamo un invito del signor Darbellay". Anche una collaborazione a tre è degna di esame, aggiunge Pelli: il PLR giudica infatti il PBD "un buon partner politico".Anche per il Partito popolare democratico lo è: il PPD vuole avviare al più presto discussioni per una collaborazione, ha dichiarato ieri la vicecapogruppo nel parlamento federale Brigitte Häberli alla radio svizzerotedesca DRS, anticipando il presidente Darbellay. Parlare di una fusione sarebbe tuttavia affrettato, ha aggiunto la consigliera nazionale turgoviese, precisando che ci sono già stati colloqui "a titolo puramente informativo" e rilevando che le posizioni del PBD sono del tutto simili in diversi ambiti a quelle del PPD.Interrogato dall'ATS, il presidente del PBD Hans Grunder ha confermato l'avvio di discussioni: "Apparteniamo al centro, penso che dovremmo lavorare di più insieme", afferma il consigliere nazionale bernese, aggiungendo di aver però avuto contatti anche con il PLR. Ma una fusione non è per il momento d'attualità, "sia con il PPD, sia con il PLR". "Strette alleanze saranno possibili dopo le elezioni del 2011, fino ad allora proseguiremo in modo autonomo", ha aggiunto Grunder.Il PBD è soprattutto forte a Berna, Glarona e nei Grigioni, cantoni in cui il PPD svolge un ruolo minore. Per questo motivo il Partito borghese democratico cerca a livello cantonale soprattutto contatti con il PLR, ha detto ancora Grunder.Alla vigilia dell'elezione in Consiglio federale di mercoledì scorso il gruppo alle Camere del PBD, in tutto sei parlamentari, si era mostrato diviso: Grunder aveva preannunciato che la maggioranza avrebbe votato a favore del candidato PLR Didier Burkhalter, mentre la minoranza avrebbe sostenuto il "senatore" friburghese del PPD Urs Schwaller. In una intervista alla "NZZ am Sonntag", il presidente del PPD Darbellay dice che il comportamento del gruppo PBD lo ha certo sorpreso, ma non lo tratterrà dal cercare il dialogo con il partito della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf.Per il PBD un'"alleanza di centro" sarebbe la sola possibilità di salvare il seggio della grigionese a Berna dal sicuro attacco dell'UDC dopo le elezioni del 2011, rileva la "SonntagsZeitung". Ma anche il PPD avrebbe da guadagnarci: il partito di Darbellay potrebbe ereditare il seggio della Widmer-Schlumpf quando la ministra deciderà di ritirarsi.ATS
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