
Il Partito operaio e popolare (POP) ha depositato in Gran Consiglio vodese una mozione che chiede l'abolizione delle rendite a vita per i membri del governo cantonale. Un sistema che ritiene di altri tempi.
Il testo, depositato ieri dal suo deputato Marc Vuilleumier e sostenuto da colleghi di diversi partiti, si ispira ai cantoni Friburgo, Giura e Vallese, nei quali le rendite dei consiglieri di Stato sono già state abolite, mentre Ginevra sta studiando la questione dopo il noto caso di Pierre Maudet, "ministro" cantonale 41enne del PLR sotto inchiesta per accettazione di vantaggi, che da sabato 29 giugno ha diritto alla pensione a vita se dovesse lasciare il governo.
Il sistema delle rendite a vita nel canton Vaud risale a un tempo in cui i consiglieri lasciavano l'incarico generalmente in concomitanza con l'età normale della pensione, denuncia il POP vodese, sezione del Partito svizzero del Lavoro. Negli ultimi tempi c'è stata una evoluzione, rileva: le carriere politiche cominciano spesso in giovane età e si concludono ben prima del pensionamento.
La mozione propone che i membri dell'esecutivo cantonale siano sottoposti al regime normale della Cassa pensione dello Stato vodese, senza effetto retroattivo per i membri del governo attualmente in carica né per quelli che già beneficiano di una rendita. Attualmente la somma globale versata agli ex consiglieri di Stato si avvicina ai 2,5 milioni all'anno.
Se a Ginevra è la rendita a vita di Pierre Maudet a suscitare polemiche, nel canton Vaud è quella del 62enne ex consigliere di Stato socialista Pierre Chiffelle, eletto in governo nel marzo 2002 e dimessosi per motivi di salute nell'agosto 2004, a infiammare regolarmente gli animi (Chiffelle è stato espulso dal PS vodese nel marzo 2016 per una sua candidatura "selvaggia" al Municipio di Vevey).
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