
Il partito liberale radicale (PLR) vuole diventare la seconda formazione politica più votata in Svizzera, dietro l'UDC ma superando il PS: è l'obiettivo in vista delle elezioni federali 2023 annunciato oggi dal presidente Thierry Burkart. "Occorre combattere e vincere insieme, per la libertà e la responsabilità, nonché per lo spirito comunitario e il progresso", ha affermato il consigliere agli stati argoviese nel suo discorso all'assemblea dei delegati tenutatisi Burgdorf (BE), un incontro inaugurato con un grande show di luci. Presenti circa 900 liberali radicali, tra cui anche i consiglieri federali Ignazio Cassis e Karin Keller-Sutter.
Critiche alla sinistra
Il 47enne ha criticato la sinistra. "Abbiamo bisogno di riforme liberali in questo paese", ha detto. Sono urgenti perché le buone condizioni quadro per un'economia innovativa sono minacciate continuamente dai continui attacchi rosso-verdi, ha aggiunto.
I temi energetici
In materia energetica, l'avvocato ha auspicato un "approvvigionamento preferibilmente privo di CO2, ma sicuro". A suo avviso non è possibile eliminare il nucleare e raggiungere contemporaneamente gli obiettivi climatici: in tal senso la politica degli ultimi anni è stata troppo caratterizzata dall'ideologia e dai pii desideri. "Il fatto che attualmente nel nostro paese ci si debba preoccupare che l'elettricità sia sufficiente per il prossimo inverno è un fallimento politico di prim'ordine". Per Burkart in futuro sarà necessario un ampio mix di fonti energetiche diverse.
La guerra in Ucraina
Per quanto riguarda il conflitto ucraino, il capitano di milizia attivo nella giustizia militare ha chiesto di prendere una posizione chiara a favore della libertà, della democrazia e dell'autodeterminazione. "Questa non è una violazione della neutralità: la Svizzera non è mai stata neutrale nelle sue opinioni". E in quanto stato sovrano, l'Ucraina ha il diritto di difendersi. Per Burkart la guerra ha anche mostrato la necessità di un esercito che sia in grado di cooperare più strettamente con la Nato. "La lotta politica delle sinistre contro la nostra capacità di difesa è sempre stata sbagliata: nel mondo di oggi è però diventata addirittura grottesca", ha concluso.
La ticinese Alessandra Gianella vicepresidente
Nel corso della mattinata la ticinese Alessandra Gianella è stata nominata vicepresidente del PLR nazionale. La 36enne è capogruppo del PLR al Gran Consiglio ticinese da tre anni. "Con l’elezione di Alessandra Gianella, una seconda donna entra nella presidenza del PLR nazionale accanto alla Consigliera agli Stati Johanna Gapany e anche la rappresentanza della Svizzera italofona in questo gremio è ora assicurata", sottolinea il partito in una nota.

