
La reticenza del personale di cura - spesso femminile - a vaccinarsi contro il coronavirus è dovuta soprattutto al contesto socio-professionale, una mancanza di fiducia nelle istituzioni, più che nel vaccino. Ne è convinta Lise Barnéoud, giornalista scientifica francese ed esperta del tema.
“Un anno a lavorare come matti”
“Hanno passato un anno al fronte a lavorare come matte e hanno l’impressione di non godere né della remunerazione, né delle condizioni di lavoro, né tanto meno della considerazione che meritano”, afferma la specialista in dichiarazioni rilasciate stamani alla radio romanda RTS. “Credo che questa reticenza testimonia la perdita di fiducia nelle istituzioni, che non hanno saputo preservare il settore delle cure come queste persone avrebbero voluto”.
Personale meno toccato dal virus
Barnéoud - che ha appena pubblicato un libro sull’argomento: “Vaccins - Petit guide par temps de Covid” - fa notare che il personale in questione è più giovane e più femminile della media della popolazione e che è meno toccato dal virus. Come succede anche per il vaccino contro l’influenza, si nota inoltre che i medici si fanno più volentieri immunizzare rispetto agli altri operatori e soprattutto operatrici.
“Conta l’esperienza del personale”
Nella decisione di non vaccinarsi pesano però pure fattori molto concreti. Barnéoud parla degli effetti secondari e sottolinea l’importanza del percorso personale: conta l’esperienza con altri vaccini o con la malattia stessa, magari di persone vicine.
Discussioni sull’obbligo
Come noto in Francia è in corso un vasto dibattito sulla necessità di obbligare dottori, infermieri e altri operatori di cura a vaccinarsi contro il Covid-19. A far discutere sono anche gli effetti pratici di un’eventuale imposizione di questo tipo: c’è chi - per esempio dal fronte sindacale - si è chiesto infatti cosa dovrebbe avvenire in caso di rifiuto dell’immunizzazione, considerato che nel paese già oggi vi è penuria di lavoratori del ramo e che appare quindi difficile licenziare i recalcitranti.
Le preoccupazioni di Berset
In Svizzera nel fine settimana il consigliere federale Alain Berset si è detto preoccupato perché una parte notevole del personale delle case per anziani e anche dei servizi di cura a domicilio (Spitex) non vuole essere vaccinato. Ciò mette in pericolo le persone anziane e non dovrebbe essere permesso, ha detto in un’intervista.
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