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Preventivo 2024
Il Parlamento vorrebbe risparmiare sull'assistenza ai rifugiati
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
È questa una delle misure approvate dal Parlamento nelle discussioni sul preventivo 2024 per la Confederazione; tuttavia, questa decisione non può venire da Berna, e i Cantoni non ci stanno.

Il parlamento vuole risparmiare sugli aiuti sociali dedicati ai richiedenti asilo, le persone ammesse a titolo provvisorio e i rifugiati. È questa la soluzione emersa dai dibattiti del Parlamento sull'esame del preventivo 2024 per la Confederazione, riporta il Blick. Ciò sarebbe necessario per rientrare nella soglia di deficit di 497 milioni, legata al freno all'indebitamento. I tagli rispetto a quanto proposto inizialmente dal Consiglio Federale ammontano a 30 milioni di franchi, e sono stati approvati per 130 voti contro 64, con un'astensione. 

I Cantoni non ci stanno

La messa in atto della misura non è tuttavia possibile: i parlamentari a Berna non hanno facoltà di ridurre questi contributi, che sono versati dai Cantoni - i quali a loro volta ricevono una somma dalla Confederazione per ogni persona presa a carico. Da parte dei Cantoni non c'è la volontà di diminuire questi contributi versati ai rifugiati ed ai richiedenti asilo nonostante la decisione del parlamento. Come spiega la segretaria generale della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali Gaby Szöllösy a Blick, le spese in questione sono costi fissi, e la Confederazione è tenuta a coprirli integralmente secondo un forfait concordato.  

"Risparmi grazie ad una migliore integrazione professionale"

Quest'anno la Segreteria di Stato alla Migrazione (SEM) disporrà di circa 1.1 miliardi di franchi per i contributi sociali nel settore dell'asilo. Anche dopo la decisione del parlamento, la procedura attuale non verrà modificata: "ci sforziamo di risparmiare sui contributi sociali grazie ad una migliore integrazione professionale", spiega il portavoce della SEM Reto Kormann. Non si prevede quindi di ridurre gli indennizzi per le misure sociali ai Cantoni: "ciò non comporterebbe un vero risparmio, ma solamente un trasferimento di costi involontari a scapito dei cantoni". I Cantoni si opporrebbero in ogni caso ad una tale misura. 
Anche secondo la socialista Sarah Wyss la misura non sarebbe in ogni caso efficace: "questa decisione non era seria dal punto di vista della politica finanziaria". Per Wyss si trattava di "una politica simbolica". Secondo la socialista, inoltre, se il denaro preventivato per le misure d'emergenza in materia d'asilo non dovesse rivelarsi sufficiente, si renderà necessario un credito supplementare.