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Lo studio
Il paradosso degli edifici svizzeri: il caldo estivo li trasforma in forni
©CdT/Gabriele Putzu
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Ats
10 ore fa
Emerge da uno studio dell'Università di Ginevra: il migliore isolamento progettato per l'inverno, con le recenti temperature da record, ha reso più difficile lo sfogo del calore e fatto crescere la necessità di raffreddamento

L'estate record del 2026 ha messo in luce il paradosso degli edifici svizzeri: progettati per perdere il meno possibile calore d'inverno, con l'aumento delle temperature rischiano di trasformarsi in forni. È quanto emerge da uno studio dell'Università di Ginevra, secondo cui un migliore isolamento rende più difficile lo sfogo del calore estivo e fa crescere la necessità di raffreddamento.

In uno degli scenari analizzati, con risanamenti più completi, il bisogno di raffreddamento risulta dell'11% superiore rispetto alla pratica di risanamento finora adottata. I ricercatori non si dicono contrari a questi interventi, ma sottolineano che l'isolamento va abbinato a ombreggiamento e ventilazione adeguata. Soprattutto di notte, un migliore isolamento impedisce infatti che il calore accumulato venga disperso a sufficienza.

Per gli edifici già costruiti, però, l'adeguamento è spesso complicato. «Adattarli a estati sempre più calde può essere oneroso e costoso», afferma Gregor Mangold dell'associazione di tecnica edilizia Suissetec, in dichiarazioni all'agenzia Awp. In molte grandi città straniere i climatizzatori sono diffusi sulle facciate, ma in Svizzera una soluzione del genere non è praticabile, sia per motivi energetici sia per l'immagine urbana e le autorizzazioni.

Mangold non si aspetta quindi una grande ondata di risanamenti, ma un adattamento graduale. L'essere umano è pragmatico e agisce soprattutto in base a costi e benefici, dice: così, nell'estate torrida è aumentata molto la domanda di climatizzatori mobili con tubo di scarico. Prima di investire in un impianto di climatizzazione molti ricorrono a un apparecchio mobile per alcune settimane particolarmente calde.

Esistono però soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico. I moderni impianti di ventilazione possono sfruttare l'aria notturna più fresca per raffreddare gli ambienti surriscaldati. Insieme all'ombreggiamento e a un raffreddamento alimentato da energia solare, questi impianti possono essere realizzati, con una pianificazione adeguata, nelle nuove costruzioni e nei risanamenti.

David Bresch, ricercatore climatico del Politecnico federale di Zurigo (ETH), invita a considerare il caldo già nell'ideazione degli edifici o di interi quartieri. «Spesso però gli interessi economici di breve periodo si contrappongono a una pianificazione di lungo periodo», osserva. I proprietari fondiari hanno un incentivo a ricavare quanta più superficie utile possibile da un terreno. «Per la circolazione dell'aria e le aree verdi resta allora meno spazio.»

Come esempio di insufficiente considerazione del caldo estivo, Bresch cita l'Europaallee di Zurigo, il quartiere situato vicino alla stazione ferroviaria. All'epoca dell'avvio della pianificazione, nei primi anni 2000, i modelli climatici mostravano già che l'aumento delle temperature andava considerato nei progetti edilizi. Allora, però, nei dibattiti pubblici l'esperto si scontrava spesso con resistenze: gli veniva obiettato che nessuno pianifica oltre cinque anni e che gli scenari climatici sono troppo incerti. Ma a suo avviso quegli scenari erano già solidi. «L'estate torrida del 2026 lo dimostra ora in modo ancora più chiaro».

Le FFS, che hanno sviluppato l'Europaallee come committente, sottolineano che nel frattempo i requisiti per lo sviluppo urbano e di comparto si sono evoluti sensibilmente. «Temi come la protezione dal caldo estivo e l'adattamento al cambiamento climatico sono oggi molto più al centro dell'attenzione», fa sapere l'azienda interpellata dall'Awp.

Il crescente bisogno di rinfrescamento apre anche opportunità commerciali. Ne beneficia per esempio Zehnder, azienda specialista nella climatizzazione quotata in borsa, che registra una domanda in aumento per soluzioni di ventilazione con raffreddamento attivo. «L'ultima estate canicolare ha sicuramente contribuito a rafforzare la consapevolezza su questo tema», afferma il responsabile della comunicazione Alexander Kamb.

Il condizionamento attivo diventa sempre più un importante elemento distintivo per i prodotti di ventilazione. Zehnder ha lanciato sul mercato prodotti corrispondenti e continua a investire nel loro sviluppo. Negli edifici esistenti, però, l'installazione è molto più complessa che nelle nuove costruzioni. Tra l'altro lo spazio è limitato e le tubazioni devono essere isolate per evitare condensa e possibili muffe.

Anche il mercato immobiliare potrebbe aumentare la pressione. Bresch prevede che in futuro gli edifici senza una protezione adeguata dal caldo si venderanno peggio. «Persino una villa con vista sul lago perde attrattiva se d'estate ci si soffoca dal caldo», conclude lo specialista.