
Nel paese di Brienz (GR) alcuni punti di misurazione non mostrano più alcun movimento. Lo hanno dichiarato oggi i geologi a margine di una visita nel cunicolo di drenaggio. La situazione positiva ha portato anche nuovi abitanti, ha detto il sindaco Daniel Albertin.
Minimi storici
Da quasi quattro mesi 49 persone sono tornate a vivere nel paesino nel cuore dei Grigioni. Lo scivolamento del villaggio ha raggiunto minimi storici: oggi si muove a meno di cinque centimetri all'anno. Nell'autunno del 2024 la velocità raggiungeva i 2,5 metri all'anno. Un miglioramento che ha permesso alla popolazione di tornare a casa a gennaio di quest'anno dopo un'evacuazione durata 62 settimane. Si tratta principalmente di gente del posto. Fra di loro ci sono anche dei nuovi arrivati.
«Alcuni hanno affittato un appartamento da chi ha deciso di abbandonare il paese. Fino al momento della demolizione i proprietari hanno messo in affitto le loro abitazioni», ha spiegato il sindaco di Albula/Alvra, Daniel Albertin, riferendosi al trasferimento preventivo del paese. Questo prevede che chi non vuole tornare nella frazione di Brienz/Brinzauls e ricevere dunque i contributi per il ricollocamento, deve demolire la propria casa. Fra i nuovi arrivi ci sono anche dei ritorni. Secondo Albertin alcune persone che sono andate via durante l'evacuazione hanno di nuovo affittato degli appartamenti di proprietà del Comune. Il sindaco non ha saputo precisare di quante persone si tratti.
Speranza per il futuro
Lo sviluppo positivo degli ultimi mesi dà speranza per il futuro del villaggio, che prima dell'evacuazione del novembre 2024 contava 92 abitanti. Solo a fine novembre dell'anno scorso i geologi temevano il crollo della sommità della frana, che sovrasta l'abitato. Un evento che avrebbe potuto danneggiare il paese. Fortunatamente l'area si è frantumata sempre di più, franando sul cumulo di detriti sottostanti senza raggiungere il villaggio.
Oggi i geologi che seguono la situazione dal 2018 si sono mostrati fiduciosi. «I dati ci mostrano che abbiamo buone possibilità di ridurre in modo significativo lo scivolamento della montagna anche a lungo termine. Di conseguenza è possibile anche eliminare la caduta di grandi volumi di roccia, probabilmente anche in modo definitivo», ha detto il geologo Daniel Figi.
Il motivo del rallentamento della montagna e del paese si deve ricercare sotto terra, nel cunicolo di drenaggio. Dall'aprile del 2024 gli esperti hanno iniziato a togliere l'acqua dal sottosuolo, conducendola verso il fiume Albula. «Attualmente scorrono circa 900 litri d'acqua al minuto. Quando abbiamo perforato la zona del bacino sotterraneo Armauns abbiamo raggiunto i 1.500 litri al minuto, ovvero il limite massimo della canalizzazione», ha spiegato Figi.
Gli scavi proseguono
Gli scavi proseguono a un ritmo di 15-20 metri alla settimana. Gli operai lavorano su due turni, il primo inizia alle 5 di mattina, il secondo termina alle 23 di sera. «Gli ultimi mesi sono stati difficili, perché abbiamo trovato delle zone molto fratturate, che ci hanno fatto tribolare», ha raccontato il direttore del cantiere, Mauro Natale. Il flysch, ovvero il materiale in cui vengono fatte le perforazioni, tende a rigonfiarsi quando entra a contatto con l'aria e l'acqua.
Finora sono stati fatti circa un terzo dei fori di drenaggio. Il tunnel costato una quarantina di milioni di franchi dovrebbe essere terminato a metà del 2027.
«Proviamo grande orgoglio e ci fa molto piacere che le persone di Brienz/Brinzauls abbiano potuto ricominciare la loro vita», ha continuato Natale.
I risultati raggiunti in questi anni pieni di incertezze danno fiducia anche al sindaco, che spera di veder uscire il villaggio dalla zona rossa in vigore dal 2017. «Passando alla zona blu il paese non solo verrebbe conservato, ma si potrebbe di nuovo costruire e anche l'agricoltura avrebbe di nuovo un futuro. Dipende da noi dimostrare che è possibile. E dipende da noi crederci».

