
Le condizioni per revocare l'autorizzazione ai pesticidi in caso di superamento dei valori limite nelle acque superficiali potrebbero essere allentate. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi una mozione che chiede al Consiglio federale di modificare i criteri attualmente in vigore, introducendo norme più favorevoli all'agricoltura. Il testo propone di rivedere le condizioni in base alle quali viene riesaminata l'omologazione di un pesticida quando i valori limite nelle acque vengono superati ripetutamente.
Le norme attuali
Oggi un pesticida può perdere l'autorizzazione se viene rilevato oltre il valore limite in almeno il 10% delle acque superficiali analizzate, in almeno tre Cantoni nell'arco di un anno. Inoltre, il superamento deve essere constatato per almeno due anni nell'arco di un periodo di un lustro. La mozione propone invece di considerare superato il valore limite solo se il fenomeno viene riscontrato per almeno due anni nell'arco di cinque anni consecutivi e interessa almeno il 20% delle acque analizzate.
L'idea originale
Nella sua versione iniziale, il testo prevedeva una soglia ancora più elevata, ossia un superamento per quattro anni su cinque. Secondo la relatrice della commissione, Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR), la versione modificata della mozione garantisce un giusto equilibrio tra la protezione fitosanitaria e la tutela delle acque. Anche il «ministro» dell'ambiente Albert Rösti si è detto favorevole ad adeguamenti puntuali della protezione delle acque superficiali, ritenendoli necessari per evitare una diminuzione della produzione alimentare indigena.

