
Il Consiglio Nazionale tira dritto e ribadisce la sua posizione. Per la camera del popolo la tredicesima AVS, che verrà versata da questo dicembre, va finanziata con un aumento generalizzato dell’IVA, ma minore e più duraturo. A gennaio sul tavolo c’era un incremento dello 0,7% fino al 2030, oggi si parla di un +0,5% fino al 2033. Niente da fare per la soluzione mista proposta dal Consiglio degli Stati, che prevederebbe un aumento dei contributi salariali AVS dello 0,3% e un aumento dello 0,4% dell’Iva. Un voto di misura, di 99 voti a 97, ha dato ragione al fronte Udc, Plr e Verdi liberali.
I due modelli a confronto
La soluzione del Consiglio nazionale, a detta di chi lo sostiene, evita prelievi iniqui: «finanziare la tredicesima AVS con prelievi in busta paga non è giusto a nostro giudizio, non è equo. Soprattutto se pensiamo che la popolazione fino ai 50-55 anni di età ha bocciato la tredicesima AVS», spiega il consigliere nazionale Udc Paolo Pamini. Da questo punto di vista, un aumento dell'Iva «ha perlomeno il pregio di spalmare il costo della misura su tutta la popolazione». D'altra parte, «per noi UDC la prima soluzione sarebbe in realtà risparmiare sulla spesa. Ma se deve esserci un aumento di prelievo fiscale, allora meglio piuttosto aumentare l'Iva», prosegue Pamini. Di parere contrario Centro e sinistra, per cui la soluzione del Consiglio degli Stati sarebbe l'opzione più equa: «pensiamo a una delle misure che è più contestata, il contributo sui salari: si parla di uno 0,3% aggiuntivo, di cui solo lo 0,15% ricadrebbe sui datori di lavoro. Un dato che tra l'altro verrebbe verosimilmente assorbito dalla riduzione del contributo sulla legge di disoccupazione», spiega il Consigliere nazionale del Centro Giorgio Fonio.
Innalzamento dell'età pensionabile?
Sullo sfondo c'è anche la sostenibilità dei finanziamenti delle casse AVS. La misura del Nazionale, qualora venisse adottata, sarebbe solo transitoria. Un aspetto criticato dagli oppositori, come anche il fatto che genererebbe una burocrazia da centinaia di milioni di franchi. «Con la soluzione mista verrebbe garantito il finanziamento dell'AVS quasi al 100%, con quella del Nazionale scenderemmo al di sotto del 50%», spiega Giorgio Fonio. «È evidente che la volontà di chi non vuole sostenere la soluzione mista è quella di compromettere l'AVS per poi arrivare a quella che è un sogno che da tempo cullano, quindi aumentare l'età di pensionamento delle persone. Questo è qualcosa che non possiamo accettare e che dobbiamo assolutamente rifiutare», spiega Fonio. La prospettiva di un innalzamento dell'età pensionabile ma è da rimandare alla «proposta di stabilizzazione dell'Avs» della Consigliera federale Baume-Schneider. Un tema politicamente «difficilissimo», spiega Pamini, ma che «da un punto di vista però finanziario sarebbe forse la soluzione più equa, perché sposterebbe il carico di questa decisione anche su quella fascia di popolazione che vuole la tredicesima. Però sarà il Consiglio federale ad occuparsi di questo. Attendiamo la riforma, ed è per questo motivo che abbiamo proposto un innalzamento dell'Iva più modesto di quello che il Consiglio Federale inizialmente proponeva». Insomma, una partita ancora tutta da giocarsi. Nel frattempo, il dossier torna (di nuovo) agli Stati.

