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Confederazione
Il Nazionale boccia l'iniziativa sul «foie gras», approvato il controprogetto
© CdT / Chiara Zocchetti
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Ats
3 ore fa
Il dossier passa ora all'esame del Consiglio degli Stati

L'iniziativa popolare che vuole vietare l'importazione di foie gras va respinta a favore di un controprogetto che propone misure per rafforzare l'etichettatura e diminuire le vendite. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale.

L'iniziativa

La proposta di modifica costituzionale "Sì al divieto di importazione di foie gras (Iniziativa foie gras)" è stata lanciata nel giugno 2022 da Alliance Animale Suisse. Al momento della consegna delle firme, avvenuta alla fine di dicembre 2023, l'associazione ha denunciato un'evidente incoerenza: la Svizzera importa ogni anno circa 200 tonnellate di questi prodotti, nonostante l'ingozzamento di oche e anatre sia considerato una pratica crudele e vietata nella Confederazione da oltre quarant'anni.

Il controprogetto

Per non dettare ai cittadini - in particolare ai romandi, ndr. - cosa mettere nel piatto e per rispettare gli impegni internazionali della Svizzera, il Consiglio federale ha respinto l'iniziativa ma ha proposto una modifica di ordinanza che introduce un obbligo di dichiarazione per i prodotti ottenuti con l'alimentazione forzata. Nel suo controprogetto, la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Nazionale (CSEC-N) propone di iscrivere questo obbligo di etichettatura nella legge. La modifica della Legge federale sulla protezione degli animali prevede anche misure supplementari per limitare le importazioni se, dopo cinque anni dalla sua entrata in vigore, le quantità importate a fini commerciali non saranno diminuite.

Il dibattito

Nel suo intervento, la relatrice commissionale Estelle Revaz (PS/GE) ha sottolineato come gli accordi di libero scambio vietino nuove restrizioni quantitative all'importazione. Esistono sì eccezioni, ma le misure devono essere graduali e proporzionate. Non si può quindi passare di colpo dall'importazione consentita al divieto totale, ha fatto notare la ginevrina. Inoltre, ha aggiunto, la Svizzera è tenuta a garantire l'import di almeno 20 tonnellate di foie gras all'anno.

Revaz ha poi abbordato un tema che ha fatto molto discutere: la discriminazione di una minoranza culturale. "La proposta di modifica costituzionale non colpisce tutti i prodotti contrari al benessere animale, ma prende di mira alimenti specifici consumati soprattutto nella Svizzera romanda e che sono parte della sua tradizione", ha evidenziato la relatrice.

Nel nostro Paese, ha affermato Sylvain Freymond (UDC/VD), i consumatori devono poter scegliere cosa mangiare e cosa acquistare, nel rispetto della legge. Nessuno è obbligato a consumare foie gras o petto d'anatra: è una scelta personale. "Inoltre, va detto chiaramente: un divieto in Svizzera non solo non eliminerebbe il consumo di foie gras, ma incentiverebbe il turismo degli acquisti", ha sostenuto il vodese.

Per Regine Sauter (PLR/ZH) questa iniziativa va vista come "fumo negli occhi". In Svizzera l'ingrasso forzato delle oche è già vietato e un divieto d'importazione non cambierebbe nulla all'estero: la Confederazione non è un mercato determinante e la produzione continuerebbe per altri Paesi. Di conseguenza, il benessere animale non migliorerebbe in alcun modo, ha sostenuto la zurighese.

Per tenere conto delle preoccupazioni in merito al benessere animale, tema che sta a cuore alla popolazione, soprattutto nella Svizzera tedesca, la commissione ha deciso di proporre un controprogetto indiretto, ha poi spiegato Revaz. "Fare politica significa trovare soluzioni che non siano solo moralmente convincenti, ma anche giuridicamente, economicamente e praticamente sostenibili. Il controprogetto indiretto offre esattamente questa via", ha aggiunto l'altro relatore commissionale, Andreas Meier (Centro/AG).

Durante le discussioni, l'UDC e il PLR, sostenuti anche dal Consiglio federale, hanno invece chiesto di respingere il controprogetto: "Non risolve nulla: cerca una via di mezzo, ma aggiunge solo complessità, burocrazia e incertezza per gli operatori economici, senza affrontare il problema di fondo", ha spiegato Freymond. "La Svizzera non ha bisogno di divieti simbolici, ma di fiducia nei suoi cittadini".

I Verdi avrebbero invece voluto un controprogetto più incisivo: "L'obbligo di dichiarazione da solo non basta a cambiare radicalmente la situazione", ha affermato Kilian Baumann (Verdi/BE), chiedendo obiettivi di riduzione delle importazioni più marcati. Non si può semplicemente esternalizzare il problema, ha sostenuto il bernese.

Per i Verdi la protezione degli animali deve essere attuata "con coerenza": o attraverso un controprogetto incisivo o tramite l'iniziativa per un divieto generale di importazione del foie gras e dei suoi derivati. Al voto la proposta di inasprire il controprogetto è però stata bocciata con 109 voti contro 73 e 2 astenuti(progetto poi approvato nel suo insieme con 96 voti contro 76 e 12 astenuti). Non ha avuto miglior fortuna, dal punto di vista ecologista, la votazione sulla raccomandazione di voto: con 105 voti contro 58 e 21 astenuti il Consiglio nazionale ha chiesto a popolo e cantoni di bocciare l'iniziativa.

Il dossier passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.