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Svizzera
Il Nazionale approva l'uso del trust anche in Svizzera
Il Nazionale approva l'uso del trust anche in Svizzera
Il Nazionale approva l'uso del trust anche in Svizzera
Redazione
7 anni fa
Adottato oggi una mozione in tal senso nonostante il parere contrario del CF. Il PLRT si dice soddisfatto

Anche la Svizzera dovrebbe introdurre nel proprio sistema giuridico la forma del "trust" diffusa nei paesi anglosassoni mediante una modifica del Codice delle obbligazioni o del Codice civile. Ne è convinto il Consiglio nazionale che ha adottato oggi una mozione in tal senso per 123 voti a 58, nonostante il parere contrario del Consiglio federale. L'oggetto era già stato adottato dagli Stati.

Secondo il consigliere federale Ueli Maurer, e altri oratori, la mozione è superflua dal momento che il Governo sta già studiando questa possibilità in risposta ad un postulato presentato da Giovanni Merlini (PLR/TI).

Al momento, se un cittadino svizzero vuole piazzare i propri beni in un trust deve farlo riferendosi al diritto estero. A differenza di una fondazione, il trust non ha personalità giuridica. I patrimoni in questione costituiscono una massa distinta.

La modifica di legge perseguita dal Parlamento dovrebbe determinare i tipi di trust ammessi e consentirebbe di aprire nuove prospettive di lavoro a coloro che potrebbero essere interessati ad aprire dei trust oppure ad amministrarli.

Per il PLRT la decisione del Nazionale ha "coronato gli sforzi che negli ultimi anni il Consigliere nazionale PLR Giovanni Merlini (con un postulato) e il collega PPD Fabio Regazzi (con un’iniziativa parlamentare generica) hanno congiuntamente dedicato a questo scopo".

"Per la nostra piazza finanziaria si tratta così di eliminare un importante svantaggio competitivo rispetto ad altre piazze europee - si legge in una nota del partito - Nell’attuale contesto congiunturale è infatti quanto mai importante anche per il settore finanziario poter offrire nuovi prodotti e servizi. Ora il Consiglio federale, finora tentennante pur senza argomenti convincenti, dovrà chinarsi sull’elaborarazione di un progetto di legge in tal senso".

"Perché vi è necessità di agire a livello legislativo? Prima di tutto per accrescere la trasparenza; oggi è infatti indispensabile far ricorso a disposizioni legali di altri Stati con cui ben pochi addetti ai lavori hanno dimestichezza, disposizioni che possono variare anche significativamente a seconda del diritto straniero applicabile nel caso concreto. Maggiore trasparenza comporta anche maggiore sicurezza del diritto e quindi prevedibilità degli effetti giuridici per i clienti e per la piazza finanziaria".

"La seconda ragione è la creazione di valore aggiunto per la nostra piazza economica: grazie ad un trust di diritto svizzero si creerebbero posti di lavoro nel nostro Paese per poter soddisfare la domanda costantemente in crescita. A dispetto della grande mobilità del capitale sarebbe così possibile trattenere in Svizzera consistenti averi patrimoniali di cittadini svizzeri residenti all’estero e attirare quelli di cittadini stranieri interessati ad una gestione patrimoniale secondo i criteri di qualità dei nostri istituti finanziari".

"Il terzo motivo è che la vigilanza sui trustee stranieri è molto più complessa in un’ottica di prevenzione del riciclaggio di denaro che non invece sui trustee svizzeri e residenti nel nostro Paese", conclude il PLR.

"Negli ultimi due anni il nostro parlamento ha chiaramente espresso, a più riprese, il suo consenso nei confronti dello strumento del trust, la cui adozione elimina un importante svantaggio competitivo per la piazza finanziaria svizzera. È dunque tempo che il Consiglio federale prenda finalmente atto di questa volontà e presenti un disegno di legge per la codificazione del trust in Svizzera", ha dichiarato il consigliere nazionale Giovanni Merlini.

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