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Giustizia
Il Ministero pubblico della Confederazione incrimina l'ex ministro dell'Interno del Gambia
©Chiara Zocchetti. Le conclusioni dell'MPC saranno pronunciate al TPF.
©Chiara Zocchetti. Le conclusioni dell'MPC saranno pronunciate al TPF.
Keystone-ats
3 anni fa
Ousman Sonko è stato ministro dell'interno dal 2006 al 2016. L'MPC gli contesta la partecipazione a una politica repressiva del presidente Yahya Jammeh. Sonko si è rifugiato in Svizzera nel novembre 2016.

L'ex Ministro degli Interni del Gambia, Ousman Sonko, sarà deferito davanti al Tribunale penale federale (TPF) per crimini contro l'umanità. Il Ministero pubblico della Confederazione ha presentato martedì le accuse contro il politico. Dopo un'istruzione durata oltre sei anni, la Procura federale ha promosso l'accusa contro l'ex ministro dell'interno della Repubblica del Gambia dal 2006 al 2016, si legge in un comunicato odierno. I fatti risalgono al periodo 2000-2016.

Le accuse

L'MPC contesta a Sonko di aver sostenuto e partecipato alla politica repressiva messa in atto dal presidente Yahya Jammeh, che aveva come bersaglio in particolare oppositori politici, giornalisti e presunti golpisti e che ha comportato il ricorso sistematico a torture, stupri, esecuzioni extragiudiziali, detenzioni arbitrarie e sparizioni forzate. Una delle specificità dell'istruzione condotta dalla procura federale "risiede nel fatto che la responsabilità penale non risulterebbe solo da una partecipazione diretta dell'imputato, ma anche da una responsabilità derivante dalla sua funzione di ministro dell'interno, direttamente a capo della polizia e del servizio penitenziario", precisa la nota.

Le conclusioni a Bellinzona

L'MPC renderà note le proprie conclusioni in sede di dibattimento dinanzi al TPF a Bellinzona. Per l'imputato vale la presunzione di innocenza fino al passaggio in giudicato della sentenza. Sonko si è rifugiato nel novembre 2016 in Svizzera. Il 26 gennaio 2017 è stato arrestato a Lyss (BE), dove soggiornava in un centro di transito per richiedenti asilo, su denuncia di "Trial International", l'organizzazione non governativa con sede a Ginevra che si occupa di lottare contro l'impunità per crimini internazionali. Da allora, la sua detenzione preventiva è stata regolarmente prolungata. Le sue numerose richieste di rilascio sono per ora tutte state respinte dalle più alte autorità giudiziarie del Paese.