
Il medico in capo dell'esercito, Andreas Stettbacher, potrà riprendere le sue funzioni dal primo di ottobre. Guy Parmelin fa quindi marcia indietro al termine di un'inchiesta amministrativa del Dipartimento della difesa (DDPS) che scagiona il funzionario dalle accuse che gli erano mosse. La denuncia penale sarà ritirata. I rimproveri che gli sono fatti non sono rilevanti né nel diritto del lavoro né in quello disciplinare, rileva il DDPS in una nota oggi. Sospeso dalle sue funzioni all'inizio di dicembre del 2016, il medico era sospettato di reati patrimoniali nonché reati contro i doveri d'ufficio e gli obblighi professionali. Contro Stettbacher era stata sporta una denuncia penale al Ministero pubblico della Confederazione. In gennaio Guy Parmelin aveva incaricato un avvocato zurighese di condurre un'inchiesta amministrativa sulle prestazioni percepite dal medico e sulle circostanze della sua sospensione. In base alle sue conclusioni, non c'è nulla da rimproverare ad Andreas Stettbacher sul suo comportamento in materia di diritto del lavoro o diritto disciplinare. I rimproveri e le irregolarità legati ad alcune spese, ritenute eccessive, di sussistenza e alla cena di Natale 2015 sono prescritti o non confermati. Su quest'ultimo punto, l'interessato riconosce di non aver agito nell'interesse di una sana gestione dei costi e di aver leso il principio del risparmio. La sospensione di Andreas Stettbacher è revocata al 30 settembre. Il Dipartimento delle difesa si accolla le spese e le due parti hanno convenuto di non divulgare dettagli sul caso. Il divisionario Stettbacher, 54 anni, è uno specialista in chirurgia ed è in funzione dal 2009.
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